...appunti...

«Preferirei predire in piena libertà, indagando sulla natura, ciò che sarà utile a tutti, anche se nessuno dovesse capirmi piuttosto che, adagiato sui pregiudizi, godermi la lode che mi potrebbero tributare le folle.» Epicuro





mirato *loading* volte
shiny...from 5/9/05

Andare sulla Luna,
abbandonare la Terra, vederla da lassù brillare piccola e sola e insignificante sospesa nel nero vuoto dell'universo, e poi ritornarvici con grandi interrogativi è stata un'esperienza che ha minato il futuro di tutti gli astronauti che hanno camminato sul nostro satellite, o che vi sono rimasti in orbita nel modulo di comando. Sul libro che ho letto alla fine di questa ricerca, la cosa più inquietante in assoluto risulta essere la terribile solitudine che si prova orbitando nel lato oscuro della Luna, momento in cui pure l'unico piccolo punto di riferimento, che è la Terra, sparisce assieme alle stelle dietro la luna nera.
"Polvere di Luna" di Andrew Smith è un libro molto toccante che racconta "la storia degli uomini che sfidarono lo spazio", eroi dei quali la bacata mentalità complottista non ha alcun rispetto.
Questi eroi tornarono sulla Terra con una domanda ben precisa: "E adesso?"
«Non riesco più ad appassionarmi alle cose come prima di Apollo 11; mi sento in preda di un tedio terrestre che non sopporto, ma che sembro incapace di evitare».
Michael Collins, pilota del modulo di comando dell'Apollo 11
Gli ingrati predicatori del complotto a scenografia dei loro articoli invece citan frasi che fanno ben capire quale sia il loro interesse. Ad esempio quelli dell'associazione complottista Lunar Explorer Italia, ne iniziano uno delirante sulla missione orbitale lunare Clementine del 1994 con una frase di G. Orwell:
“Chi controlla il presente, controlla il passato. Chi controlla il passato, controlla il futuro” – “1984”. La sottolineatura è del sottoscritto.
I complottisti usano sempre lo stesso sistema: predicano bene e razzolano malissimo. Usano le procedure che davanti a tutti fingono di condannare, estrapolano materiale, solitamente quel poco che c'è di pessimo e insignificante, e sopra ci costruiscono il complotto. Rifiutano assolutamente, come fosse kryptonite, la massa di documentazione a disposizione di tutti, e quando non sanno come controbattere le spiegazioni scientifiche, offendono e/o le deridono. Mai li vedrete aggiornare una loro ricerca, perché non è loro interesse. Come hanno ampiamente dimostrato.
Sull'Apollo 11, misteriosamente i sostenitori del complotto sono gli stessi che sostengono il complotto sull'11 Settembre.
LuogoComune di Massimo Mazzucco, Nexus Italia di Tom Bosco, Associazione Lunar Explorer Italia e tutte le "cellule" che dalla loro ideologia nascono e si moltiplicano, sono complottisti. Bene o male sono tutti collegati e si sostengono a vicenda. Quando infatti un giorno decisi di scrivere a Tom Bosco di Nexus per criticare, per essere buoni, un ingenuo articolo di un suo collaboratore sull'Apollo 11, ebbi come risposta orgogliosa un link ad un articolo che secondo lui dimostrava il complotto, in quanto mostrava le immagini di un simil modulo lunare (LEM) - che poteva tranquillamente essere stato costruito in garage da un adolescente amante dei Transformers - appoggiato ad un telo con sopra dipinto - probabilmente dallo stesso adolescente - un ridicolo e improponibile suolo lunare. Queste immagini venivano pubblicate su un giornale mentre la missione sulla Luna era ancora in corso. Gli feci notare che, appunto, l'Apollo 11 era ancora sulla Luna e che quindi non essendoci ancora immagini del LEM allunato da poter pubblicare, era semplicemente una ricostruzione richiesta dall'evento stesso. Nella risposta successiva con un link mi rediresse all'articolo sopracitato dell'Associazione Lunar Explorer Italia che contestava la missione Clementine. A supporto di ciò, all'email erano allegate 3 immagini di cui la migliore era uno scarto, le altre due erano peggio, pixel sparsi, e quindi per lui la NASA mentiva. Allora gli risposi che a disposizione di tutti su Internet c'erano almeno un centinaio di immagini a buona risoluzione, e che addirittura sulla missione venivano venduti cd contenenti tutto il materiale possibile comprese le immagini ad alta risoluzione.
In controrisposta mi passò allora un altro link, che questa volta rimandava ad un articolo di LuogoComune, il quale sosteneva che era impossibile sia superare incolumi le Fasce di Van Allen che resistere incolumi alle radiazioni e all'escursione termica sul suolo lunare. Per tagliare la testa al toro, anche perché sulle radiazioni non ne sapevo un granché, contattai un astrofisico dell'ESA che tra le cose si occupa proprio della ricerca sulle Radiazioni Cosmiche Galattiche, chiedendogli cortesemente ed espressamente delucidazioni tecniche sull'argomento. Gentilmente mi illustrò come era stato possibile, e la risposta la girai a Tom Bosco di Nexus. La stessa spiegazione la pubblicai nei commenti di questo blog, e la stessa spiegazione la pubblicai (con rispetto) nei commenti di un 3d sul forum di LuogoComune nel quale intervenne quasi con disprezzo il Sig. Massimo Mazzucco; nonostante avessi risolto un suo dubbio, perché alla fine sostiene che a loro interessa la verità. Pensate che qualcuno di loro abbia mostrato ai suoi lettori di aver risolto almeno quel dilemma? Chiaramente no, e questo comportamento dimostra chiaramente che i registi del complotto non hanno alcun interesse a ricercare la verità, ma l'interesse a mantenere in vita i dubbi.
Esortando successivamente l'astrofisico a non sottovalutare quanto accadeva alle spalle della comunità scientifica, rassegnato mi rispose che aveva abbastanza esperienza di Internet per capire che non c'era speranza di far cambiare opinione a questo tipo di persone. Da buon guerriero gli risposi che avrei comunque fatto qualcosa perché non accettavo che il lavoro di una vita di migliaia di scienziati venisse screditato da quelle persone un po' ignoranti e un po' stupide. Suggerndomi chi contattare ringraziò a nome di tutta la comunità, e pensai con rammarico che non ne facevo parte.
Aveva comunque ragione, non c'è modo di far cambiare opinione ad un complottista, anche perché il complottista analizza gli elementi a sua disposizione seguendo le leggi di una Fisica diversa da quella che conosciamo, e nello specifico mentre il vero ricercatore nella sua osservazione delle immagini deve obbedire alle leggi dell'Ottica Geometrica, il complottista obbedisce alle leggi dell'Ottica Antigovernativa. Nonostante questo particolare possa essere elemento di sostegno della teoria degli universi paralleli, con la ricerca non ci azzecca un'H; l'ottica geometrica infatti risponde a delle costanti, l'ottica governativa si innalza e lievita su variabili che essa stessa inventa dal nulla. Peggio della fantascienza, perché solitamente gli scrittori di questo genere letterario sono abbastanza preparati.
Chi vi parla è un appassionato di fotografia e di astronomia (da non confondersi con gastronomia o astrologia, o peggio ancora enterologia) e, perché no, parecchio di fantascienza. In questo caso non posso dimenticare che sono stato pure appassionato di modellismo. Perché il modellismo è utile e interessante? Perché permette di riprodurre, di provare e di simulare cose che non possiamo avere. In scala però ridotta. Ci si deve accontentare, ma si è obbligati ad aguzzare l'ingegno. Questa più che una ricerca vera è propria è un'analisi più approfondita su una materia che conosco relativamente abbastanza bene. Mi piace sempre mettermi alla prova per vedere dove riesco ad arrivare da solo, perché ci voglio arrivare. Lo scopo in questo caso era di individuare, una volta per tutte, la smoking gun, la pistola fumante che giustiziasse con un sol colpo tutte le teorie complottistiche passate, presenti e future, sull'Apollo 11. Qual'è il mio unico preconcetto? Beh, la Luna esiste, e ha ben precise e provate caratteristiche. Da quelle ero obbligato a partire per verificare se, effettivamente, eravamo stati là.
Devo comunque confessare che, a causa di una sempre relativa mia ignoranza (anche perché, oltretutto, non ho partecipato alle missioni Apollo), nella lunga analisi di numerose foto mi sono ritrovato per 3-4 volte di fronte a difficoltà che se non avessi risolto e soddisfatto con delle prove incrociate non avrei avuto alcun problema a cambiare idea, e a ritenere che era tutta una finzione. E mi son ritrovato 1 volta di fronte ad un'immagine da me stesso ricavata, che per dieci minuti mi ha fatto veramente credere di avere la prova del complotto. Non sapevo rispondere. Ma questo non significava che se non sapevo io rispondere, non ci fosse stato qualcun'altro più esperto che ne fosse in grado. Si trattava solo di chiedere: "Che è quella roba lì!? Altro che le "provette" dei complottisti." Ma come al solito, non bisogna arrendersi, basta non avere fretta, basta non tradire il proprio cervello, basta non distrarsi e prendersi tutto il tempo che la testolina esige per riuscire a percepire le dinamiche (osservando diverse inquadrature) e arrivare a emettere il verdetto: "era un maledetto, stupido, vigliacco, riflesso della luce del sole". E quindi, dopo questa dura prova di fedeltà alla ragione che un cavaliere debunker deve superare per poter raggiungere, n'è vero, l'illuminazione verso la verità, il verdetto sulle missioni Apollo è la condanna definitiva, a morte, del complottismo. Condanna eseguita con una smoking gun automatica a più colpi, ohibò.
Che dire di più, potrei a questo punto già scrivere la conclusione in poche righe, finire questo post in men che non si dica ed essere totalmente soddisfatto. Perché non c'è tanto da dire, la realtà è molto più semplice e concreta della fantasia. Ma il problema è che, poiché tanti lettori non hanno una benché minima infarinatura della materia, magari semplicemente perché comprensibilmente non è una delle loro passioni, seguirebbero 1000 altre domande più che lecite, e 3000 contestazioni complottistiche strumentali alle quali dovrei rispondere o suicidandomi, o suicidando. Quindi preferisco allunare sulla dimostrazione piano piano, e prevenire piuttosto che curare. Possiamo anche dire che è una ricerca comprensiva e pacifista, e la dedico a Massimo Mazzucco di LuogoComune, Tom Bosco di Nexus, Giulietto Chiesa che non so se abbia scritto qualcosa in merito ma sicuramente sì, e a tutti i registi (compresi giornalisti) complottisti che operano indisturbati ogni giorno sui massmedia.
Sperando che un domani qualcuno di loro la smetta di offendere astronauti e scienziati che hanno speso, e spendono, la loro vita nella ricerca e nella sperimentazione, benefici di cui gli stessi complottisti godono ogni giorno.
Apollo 11 Smoking Gun
Questa smoking gun ha la potenza di una ipotetica bomba atomica a frammentazione, quindi peggio di quella che ha posto immediatamente fine alla guerra tra America e Giappone. Risolve tutti i dubbi all'istante, globalmente, quasi da qui all'eterntà. I complottisti si inventano un nuovo dubbio? Questa ricerca lo dissolve in un batter d'occhio, gettando nel ridicolo ogni tentativo futuro.
Once upon a time...
Una sera, guardando uno degli ultimi film di fantascienza su Marte ho pensato come al solito di trovarmi di fronte a scene stupende. Che bello sarebbe se fosse un viaggio vero, come tutti mi dicevo. Fantastico quello che succede nei film di fantascienza, quelli più belli li ho tutti in dvd. Scenografie mozzafiato.
Successivamente, navigando nella rete con l'obiettivo di trovare gli archivi NASA delle Missioni Apollo, li ho trovati. Dopotutto chi cerca trova, e in mezzo a queste centinaia di dettagliati documenti c'erano anche i filmati, tra cui quelli dell'allunaggio vero e proprio del LEM (Modulo Lunare Eagle) dell'Apollo 11.
Ebbene, non esiste nella storia del cinema un film di fantascienza in grado di offrire l'emozione di quegli ultimi 15 minuti della fase di allunaggio del LEM. Ma soprattutto, nessuno di questi film è così reale: c'è un abisso, si comprendono subito i limiti degli effetti speciali che fino a poco prima ritenevi un capolavoro della tecnologia degli anni 2000.
Tecnica cinematografica - effetti speciali - scenografia
Per iniziare a fare un confronto più diretto possiamo prendere dai migliori film di fantascienza alcune sequenze che mostrano dettagliate inquadrature e riproduzioni ambientali notevoli, e che possono quindi essere messe a paragone con l'Apollo 11:
2001 Odissea nello spazio per l'anno di realizzazione, per le riproduzioni del suolo lunare e di Giove.
2010 l'anno del contatto per la riproduzione di Giove
Alien, per la riproduzione della superficie del pianeta alieno.
Guerre Stellari, per la tecnica di ripresa del caccia di Luke Skywalker mentre, inseguito, cercava di raggiungere il tunnel per far esplodere la Morte Nera, base dell'Impero.
Spazio 1999, la serie televisiva della Base Lunare Alfa ("Aquila 1 rispondi") dove il suolo lunare è presente in ogni puntata.
Le riproduzioni di Giove dei primi due sono eccezionali, ma facili da realizzare perché nonostante sia un pianeta multicolore, è ricco di sfumature. In chiave di una visione da lontano, la sua superficie si può tranquillamente riprodurre con tecniche di disegno o pittura, perché in effetti il più grande pianeta del sistema solare ci ricorda la tavolozza di un pittore, e nessuno può dire che Giove non sia così in quanto è pianeta gassoso e quindi in continua e costante mutazione (nel tempo non c'è un Giove uguale all'altro).
Contrariamente ad un pianeta gassoso e multicolore, la Luna è composta di materia solida (roccia), e quindi è così e basta: priva di atmosfera e assolutamente ricca di particolari, unici e ben definiti. Il suo stato può essere modificato solo da agenti esterni quale un impatto con un altro corpo, che può essere tanto un meteorite quanto la mano, o il piede, dell'uomo. Nonostante ciò, la materia rimane sempre quella, e che gli si sposti una roccia o gli si faccia un buco, la Luna è fatta così: è piena di rocce e di buchi dalle svariate dimensioni.
In 2001 Odissea nello spazio il suolo lunare su cui camminano gli astronauti è semplice terriccio, privo di rocce sparse come è invece realmente.

Lo sfondo invece è reso eccezionalmente bene nonostante ci siano inesattezze fondamentali, ad esempio l'illuminazione che rivela sorgenti luminose multiple e la conseguente posizione della Terra completamente sbagliata. Penombre che non dovrebbero esistere. (osservate le ombre, soprattutto quella del monolito)
Ugualmente, in questo film il movimento degli astronauti è simulato da un semplice rallenty, come avviene in tutti i film in cui un astronauta cammina sul suolo lunare. Ma nei filmati dell'Apollo gli astronauti non si muovono assolutamente in rallenty, ma si muovono normalmente, solo che il loro corpo reagisce ad una gravità che è 1/6 (un sesto) della nostra. La forza dei loro muscoli risulta essere 6 volte superiore rispetto a quella che hanno sulla Terra, quindi per non volare nello spazio o perdere comunque l'equilibrio sono costretti a utilizzarli fornendo loro impulsi ridotti ma sufficienti a permettere buffi e minuti spostamenti. Dopotutto, i nostri muscoli sono così perché così la vita sulla Terra li ha formati nei millenni.
Non esiste alcun film di fantascienza che mostri movimenti simili su un finto suolo lunare. Pensare poi di effettuare riprese di alcuni minuti con ben due astronauti nel campo visivo della telecamera a simulare una camminata non possibile, oltretutto senza fare errori come nelle missioni Apollo, non è appunto possibile.
Quindi questa volendo è già una prova (Smoking gun, proiettile n° 1 a segno, complotto colpito a morte: La camminata degli astronauti non è riproducibile ), ma proseguiamo.
In Alien, viene riprodotto un suolo immaginario le cui caratteristiche sono state scelte dall'autore e poi simulate. Poi c'è la scenografia di sfondo etc. Ottimo risultato, in quel poco che si vede, anche perché poi arriva una tempesta che rende invisibile tutto. Ma quel suolo, in qualunque modo fosse stato riprodotto, andava comunque bene perché non esisteva e quindi non lo si poteva confrontare con nulla di conosciuto. Non era un satellite che avevamo sulla testa e che osservavamo tutti i giorni al telescopio da secoli; era un'invenzione da zero.
Non parliamo poi dell'affascinante Spazio 1999, dove tutto era un modellino, compreso il terreno e quindi crateri. Terribili. Le riprese in esterno invece erano solo un po' meglio di quelle di Star Trek. Facile, non essendoci i colori era tutto più credibile. Ma dettagli zero. Sabbia e 2 rocce di cartone, una spiaggia era più reale.
Anche qui si usava il rallenty e, come in 2001 Odissea dello Spazio gli astronauti sembravano dormire in piedi o in preda alla marijuana.
Spazio 1999 era una serie televisiva realizzata nel periodo 1975-77, dopo le missioni Apollo (l'ultima, la 17, è del dicembre '72). Nonostante questa esperienza lunare, gli effetti erano ridicoli. Niente di paragonabile ai filmati delle missioni.
Anche in Guerre Stellari (Star Wars) del 1977, tutto era un modello in scala, ed era addirittura più credibile dei film di oggi perché ancora non si utilizzava la irreale riproduzione 3D dei computer, ma dettagliatissimi modellini che hanno fatto la storia degli effetti speciali.
Nella sequenza finale, si potrebbe confrontare la famosissima ripresa, assolutamente fantastica, dell'inseguimento che vede coinvolto Luke Skywalker, con quella dell'atterraggio del LEM sulla Luna. L'avvocato del diavolo potrebbe dire che, perché no, sono state realizzate sicuramente con la stessa tecnica, un modellino ripreso da vicino da una telecamera mobile. In Star Wars i modellini offrono dettagli notevoli, e quindi, perché no per la Luna?
No, assolutamente no, perché:
1) Non è necessario, ma volendo si può prendere in considerazione l'anno di realizzazione del film. Guerre Stellari viene realizzato 8 anni dopo la missione Apollo11, e 5 dopo la 17. Ma con tecniche assolutamente all'avanguardia per l'epoca, e che (anche) per questo lo hanno reso famoso. Ma ben 8 anni dopo.
2) Le sequenze dell'inseguimento durano solo pochi secondi, poi la scena cambia. Poi riprendono ancora per pochi secondi e sempre allo stesso modo e sempre alla stessa quota relativa. Ma la sequenza dell'atterraggio del LEM dura ben 15 minuti, e senza taglio alcuno. E durante i quali (15 minuti) si vede costantemente il suolo lunare, costantemente in avvicinamento, sottolineo costantemente, e con inquadrature che (senza tagli) cambiano continuamente. In quanto doveva cercare di mantenere nell'istante l'opportuno assetto e quindi cambiava velocità direzione sui tre assi xyz etc. Stava atterrando. Il suolo che si vedeva nell'inquadratura era sempre assolutamente dettagliato, particolareggiato, in continuo avvicinamento, e rispondeva assolutamente ai requisiti ottici, e quindi prospettici (curvatura dell'orizzonte, luci-ombre etc), che solo un avvicinamento di quel tipo, ad un corpo di quelle dimensioni e caratteristiche, richiedeva. Alle stesse caratteristiche rispondeva il getto dei razzi a circa 30 piedi di altezza pochi secondi prima dell'allunaggio. Era un getto che si poteva vedere (in alcune foto si vede la traccia sul suolo), e che poteva avere quelle caratteristiche solo, solo, in condizioni di assenza di atmosfera. Quindi una sequenza ininterrotta per ben 15 minuti (sono parecchi) con quelle caratteristiche si poteva riprodurre solo su un modello in scala 1:1, e cioè delle dimensioni della Luna stessa. Nel vuoto.
Anche il grande regista Stanley Kubrick che in 2001 ha riprodotto il suolo lunare, Giove, il silenzio dello spazio, ha fallito.
Anche il grande regista Geroge Lucas, che in Star Wars ha inventato addirittura la spada laser, ha fallito.
Entrambi hanno oltretutto un errore fondamentale: hanno utilizzato più fonti luminose, e si vede bene.
Supercomputer?
Signori, nel 1969? Nel 1969 non esisteva manco il pc. La televisione era in bianco e nero e pure di scarsissima qualità, le immagini erano piene di disturbi.
Vogliamo ugualmente considerare la versione che vede un fantomatico supercomputer in grado di realizzare quei filmati? Esageriamo: pensiamo di crearli con un supercomputer di oggi, tecnologia di 40 (!) anni dopo.
Di nuovo il pensiero mi corre agli ultimi film di fantascienza, quelli dagli effetti speciali più stupefacenti per quanto risultano realistici. Sì, all'interno del film stesso sembrano realistici, ma davvero qualcuno nel dettaglio si può avvicinare a quello che si vede durante la fase di allunaggio del LEM? Per dettaglio intendo quello definito dagli infiniti dettagli degli oggetti più piccoli che lo compongono, e per più piccoli intendo anche i granelli di sabbia. Rapportandolo al linguaggio dell'animazione 3D, possiamo dire che ogni granello di sabbia ha una sua texture. Tanti granelli di sabbia, composti ciascuno da una texture diversa, compongono una nuova più grande e unica texture. E così via. La superficie di un corpo, in questo caso la Luna, è irregolare (dimensione altezza profondità, relative e complessive). Questo significa che ogni suo infinitesimo elemento, unica texture, riflette la luce in modalità, relative all'elemento adiacente, completamente differenti. In fase di allunaggio, cambiando continuamente posizione (x,y,z) nei confronti della Luna, questi suoi infinitesimi elementi ci riflettono la luce in modo diverso rispetto all'istante precedente, creando ad esempio fenomeni di interferenza (sovrapposizione di onde luminose), modificando continuamente ombre e riflessi, e offrendo quindi un aspetto che cambia continuamente perché cambia aspetto ogni sua piccola infinitesima parte. Questo, se ci fate caso, è il vero limite di tutte le simulazioni fatte al computer. Mano a mano che la tecnologia migliora, questi difetti si riducono (basta vedere come aumentano la loro definizione i giochi per pc), ma rimangono comunque. Perché, primo bisognerebbe rinunciare alla texture che altro non è che la clonazione di piccole superfici dalle caratteristiche fisse, e secondo bisognerebbe avere un computer così potente, ma così potente da essere in grado di elaborare l'interazione degli infiniti elementi di una supeficie grande come quella della Luna stessa. Esiste oggi? No. Esisterà domani? Dubito. Oggi tutte le riproduzioni 3D delle missioni spaziali future della NASA, comprese quelle lunari, non competono assolutamente con la realtà.
L'ESA quest'anno ha mandato una sua sonda in orbita attorno alla Luna. Le immagini scattate 40 anni dopo, sono uguali a quelle scattate dalle orbite delle missioni Apollo 40 anni prima. Si ha quindi ulteriore conferma, non serviva, che la Luna è fatta così. E nel filmato della fase di allunaggio dell'Apollo, appare esattamente così, oltretutto in avvicinamento. E mano a mano che il LEM si avvicina al suolo, il suolo si modifica e aumenta il dettaglio. Era possibile, nel 1969, riprodurre una cosa simile con i computer? Quando il computer sullo stesso LEM, forniva solo cifre? Perché non solo nel 1969 non esisteva il pc, ma nemmeno esisteva la grafica tridimensionale computerizzata. Non si sapeva neppure cosa fosse. Esistevano forse solo gli oscilloscopi. :-)
(Smoking gun, proiettile n° 2 a segno, complotto colpito a morte: avvicinamento costante e dettagliato alla Luna, irriproducibile)
Bene, intanto devo dire che subito mi corre il pensiero al Sig. Massimo Mazzucco, che è regista e pure scenografo. E pure fotografo. Questo suo interessante curriculum non fa altro che dimostrare la sua malafede, o che è talmente intossicato di antiamericanismo che non ha più alcuna capacità di osservare. Oppure semplicemente che ha altri obiettivi, ma che niente hanno a che fare con la verità, col desiderio di scoprirla e di divulgarla. Oppure che è l'ultima persona ad avere il diritto di dare sentenze su una materia che nemmeno sa cosa sia. Questa è la mia opinione perché questo è quello che assieme ad altri complottisti dimostra a tutti. Sicuramente alla base c'è l'ignoranza della materia, ma non è certo una scusante visto che, nonostante venga costantemente delucidato, continua imperterrito per la sua strada. La buona fede va dimostrata.
Procediamo...
Non c'era equipaggio ed era telecomandato da terra? Impossibile.
La Luna dista dalla Terra mediamente 384.400 Km. Questo significa che un segnale radio inviato dalla terra, la velocità degli impulsi radio è quella della luce e quindi circa 300.000 Km al secondo, impiega ben 1,28 secondi a raggiungere la Luna. Questo permette di avere un dialogo con gli astronauti sostanzialmente in diretta, ma manovrare diventa un problema, perché se viene inviato da terra 1 comando al LEM (in fase di allunaggio), quest'ordine gli arriva effettivamente dopo circa 1,3 secondi. Dopo altri 1,3 secondi ritorna indietro e sulla Terra capiscono che effetto ha avuto. Quindi passano ben 2,6 secondi (!) prima di conoscerne l'effetto, e intanto il LEM continua la sua corsa cieca con la nuova impostazione.
Dovendo per caso correggerlo perché non si è ottenuto l'effetto voluto, o comunque fare un qualunque aggiustamento di assetto o di rotta o di entrambi, passano di nuovo altri 2,6 secondi per conoscerne l'esito. E l'effetto voluto, finale, e quello di atterrare piuttosto che distruggere il modulo buttando via 24 miliardi di dollari (di allora) e fare una pessima figura davanti al mondo e all'Unione Sovietica. Quindi 2,6 secondi tra un comando e quello successivo. E questo solo idealmente, perché in realtà bisogna considerare il tempo perso per accorgersi dalla lettura degli strumenti cosa stava succedendo, il tempo perso per le decisioni da prendere e quello perso per agire sulla consolle dei comandi per impartire i nuovi ordini. Di conseguenza, volendo essere ottimisti, sul LEM che stava cercando di allunare sarebbero potuti passare anche 10-15 secondi tra un comando e l'altro. E quindi comandi non costanti ma a singhiozzo ogni 10-15 secondi avrebbero voluto dire la sua sicura distruzione del modulo e il sicuro fallimento della missione.
Anche questa quindi è una prova, era necessario il comando manuale, sul posto.
Il libro che ho successivamente letto confermerà questo ritardo nelle comunicazioni (non che bisogna essere degli Einstein), che ha impedito interventi da terra quando ci sono stati grossi problemi in fase di allunaggio.
Ma l'avvocato del diavolo mi sussurra un'altra alternativa:
Poteva essere un modulo completamente automantico!
Automatico vorrebbe dire dotato di una strumentazione in grado di vedere e agire in completa autonomia su un luogo sconosciuto, perché abbiamo visto che da Terra non si era in grado di fare modifiche di assetto in tempo reale. Quindi doveva essere una specie di aereo a decollo verticale tipo Harrier, senza pilota, e in grado di atterrare perfettamente in un luogo non preciso su un suolo sconosciuto tempestato di montagne, macigni e crateri. Nemmeno oggi, 2006, che io sappia esistono sulla Terra oggetti volanti non telecomandati e quindi autosufficienti, senza pilota, e oltretutto che utilizzino dei razzi per muoversi. Eravamo nel 1969.
L'avvocato del Santo (per contrapposizione) dell'avvocato del diavolo, arrampicandosi sugli specchi direbbe: ma, su Marte ci siamo andati senza equipaggio, siamo atterrati e stiamo facendo tutte le nostre cosine. Oltre ad essere Marte molto più distante della Luna.
E' vero, ma nel 1969 non avevamo questa tecnologia e tantomeno questo sistema per andare su Marte. E pure oggi, nel 2006, andare con questa tecnologia sulla Luna non è possibile per un semplice fatto: Marte ha caratteristiche simili a quelle della Terra, e una di queste è la presenza di atmosfera. La Luna l'atmosfera non ce l'ha. Quindi non c'è la possibilità di frenare la discesa col paracadute come è avvenuto su Marte (e pure su Titano, satellite di Saturno).
Oltretutto, rimbalzare su una Luna con una forza di gravità così bassa, vuol dire ritornare nello spazio, poi ritornare a terra di nuovo grazie al campo gravitazionale, e continuare a rimbalzare finendo la corsa chissà dove.
L'avvocato del diavolo dell'avvocato del santo dell'avvocato del diavolo, e cioè sempre io, direbbe che si può comunque utilizzare un mezzo completamente automatico per andare sulla Luna, e cioè con un mezzo che giunto ad una determinata altezza dal sulo lunare, grazie a dei razzi (non ricordo il termine corretto) rallenti la caduta (senza atterrare), per poi gonfiare gli stessi airbags che hanno protetto l'atterraggio di Spirit e Opportunity sul pianeta rosso, per concludere infine con un allunaggio indolore. E' vero, oggi 2006 sarebbe possibile atterrare in questo modo. Certo, dopo tanti rimbalzi incontrollati sugli airbags si potrebbe finire all'interno di un cratere e mandare in malora tutta la missione esplorativa e relativi miliardi di dollari, ma si potrebbe fare. L'oggi però, è comunque quasi 40 anni dopo. E considerando che la scienza fa passi avanti da gigante in una sorta di progresso tecnologico uniformemente accelerato, tornando indietro nel tempo sono passi da gigante all'indietro. Verso la preistoria delle missioni spaziali.
Oggi però è in progetto una missione lunare che porti l'uomo, e non una macchina, sulla Luna. Non ci interessa mandare macchine e prelevare campioni di roccia. Ci siamo già stati (vedremo la prova), l'abbiamo già fatto manualmente, i campioni li abbiamo a centinaia chili, abbiamo posizionato sul suolo numerosi strumenti (compresi sismografi, specchi, ricevitori e trasmettitori in comunicazione con la Terra!), non ci interessa fare di meno di quello che abbiamo già fatto, ci interessa fare e scoprire cose nuove. Dobbiamo progettare la nuova e vera Base Lunare Alfa.
Quindi, 40 anni fa non era possibile comandare da terra (nemmeno oggi), non era possibile (o almeno consigliabile e utile) atterrare automaticamente; era necessario l'equipaggio. Anche perché prima di tutto era quello l'obiettivo della missione: portare l'uomo sulla Luna, conquistarla. E prima dell'Unione Sovietica. E farlo per finta sarebbe stato un rischio stupido da affrontare, primo perché gli scienziati se ne sarebbero accorti, e secondo perché se successivamente ci fosse andato qualche altro paese, si sarebbe accorto della differenza. Se un domani ci andasse la Cina e scoprisse che non è così? Ma soprattutto, come farebbe ad andarci se tutti gli studi precedenti fossero falsi perché l'uomo in realtà non è andato sulla Luna?
Gli scienziati non fanno niente per finta. Sarebbe stato come obbligare un gatto a cinguettare mentre fa il subacqueo.
Ripensandoci bene oggi saremmo in grado di mandare sulla Luna un modulo come il LEM in grado di atterrare in piena autonomia, senza ordini da terra, anche su un suolo irregolare come quello della Luna. Oggi, 40 anni dopo, abbiamo una tecnologia adeguata a rilevare le caratteristiche tridimensionali del terreno (vedi Mars Express), e tramite un software di utilizzarle anche in piena autonomia per decidere il posto migliore dove atterrare evitando crateri e montagne (alcune superano l'Everest, alcuni crateri pure più profondi), e anche di atterrare. Non so se sia possibile farlo in tempo reale, ma penso di sì. Ci sarebbe forse il problema di individuare le rocce più piccole, ma comunque non ci interessa. Anche perché quello che hanno fatto i rover marziani in 3 anni, lo possono fare due uomini in 3 giorni. La scienza è molto egoista, non ha alcun problema a sacrificare la vita di uomini per i suoi progressi. «Aldrin nel suo libro, polemico con la NASA, Return to Earth: le passeggiate nello spazio non erano andate tutte secondo i piani e si erano messe a rischio delle vite umane». La scienza impara dalla teoria applicata, dai successi e dagli sbagli. In realtà ogni errore è comunque un successo perché sempre di scoperta si tratta.
Queste, a mio avviso, sono tutte chiavi di lettura molto importanti per capire che non c'era alcun interesse a fingere. E la cosa più importante è che nemmeno ce n'era modo.
Comunque, l'atterraggio del LEM prevedeva un ottimistico successo del 50%. C'era una probabilità su 2 che andasse male. E infatti qualcosa all'ultimo momento non funzionò, il computer andò in tilt uscendosene con un errore mai visto durante le simulazioni, e il LEM atterrò con controllo manuale e navigazione a vista con il carburante quasi esaurito a più di 16 kilometri di distanza dal punto prestabilito, dopo aver sfiorato grandi macigni ed evitato crateri. Stava andando tutto male, ma Aldrin alla lettura degli strumenti e Armostrong ai comandi manuali e guardando fuori dall'oblò triangolare, riuscirono ad atterrare 10 secondi prima che finisse il carburante. Da terra non potevano far niente, non c'erano i tempi utili.
Le 12 Misioni Apollo
Apollo 1 arrostì gli astronauti durante un test a terra;
Apollo 7 prova in orbita terrestre;
Apollo 8 fece girare i primi esseri umani intorno alla Luna;
Apollo 9 testò il modulo lunare in orbita terrestre;
Apollo 10 testò il modulo lunare in orbita lunare;
Apollo 11 (luglio '69) si posò. Rischiò di schiantarsi per errore imprevisto;

Apollo 12 si posò;
Apollo 13 rinunciò all'allunaggio per esplosione serbatoio ossigeno che danneggiò modulo di comando;
Apollo 14 ebbe problemi con il computer come l'Apollo 11. Errori non previsti tra i tanti previsti e raccolti in un grosso volume da utilizzare per risolverli.
Apollo 15 si posò;
Apollo 16 si posò;
Apollo 17 (dicembre '72) si posò;
Apollo 18-19-20, annullate per tagli bilanci del programma.
Fasce di Van Allen e radiazione cosmica galattica
«Molti esperti avevano ritenuto la barriera del suono invalicabile, un muro oltre il quale la struttura umana non poteva sopravvivere.»
Se ci sono le radiazioni, è logico pensare che se dovevamo andare sulla Luna da queste radiazioni gli astronauti dovevano essere protetti.
Tra le testimonianze degli astronauti delle missioni Apollo, James Irwin dell'Apollo 15 (deceduto) quando uscì dal LEM perse l'equilibrio rimanendo attaccatto con la mano alla piattaforma obbligato a guardare inespettatamente in su, verso la terra luminosa. In quel momento provò una sorta di estasi, e poi di nuovo nel guardare le vette circostanti, che salivano come piramidi gigantesche e incompiute, non grigie o marroni come nelle sue contemplazioni, ma d'oro. Perché d'oro? Basta osservare le visiere degli astronauti in tutte le foto e i filmati per capirlo: sono dorate. La visiera era infatti ricoperta da una sottile lamina d'oro necessaria a proteggerli dalle radiazioni. La stessa cosa per gli oblò triangolari del LEM: la Luna sembrava marrone. Aumentando, comunque variando, la luminosità il colore marrone si può tranquillamente avvicinare al colore oro.
Le radiazioni a cui sono stati sottoposti durante l'intero viaggio e durante la permanenza sulla Luna, sono paragonabili a quelle assorbite sulla Terra durante l'intera vita.
In riferimento anche a questa esperienza le radiazioni sono ampiamente studiate in previsione dei prossimi viaggi interplanetari che a queste esporranno l'uomo molto più a lungo. In una di queste ricerche, da una tabella comparativa sulla radiazione cosmica galattica si ricava che l'esposizione media è a cui veniamo sottoposti con una TAC all'addome è inferiore del 20% a quella media assorbita durante le singole missioni Apollo, ma l'esposizione massima (della TAC) è il 300% (3 volte tanto) di quella massima assorbita durante le singole missioni Apollo. Sulla ISS (Stazione Spaziale Internazionale) la massima è addirittura 6 volte tanto, sempre rispetto all'Apollo.
Si possono tranquillamente attraversare le Fasce di Van Allen?
Risponde gentilmente via mail, Prof. Roberto Battiston, del quale consiglio la lettura dell'intero CV, e dal quale cito: "Laureato in Fisica alla Scuola Normale di Pisa nel 1979 (...)
Attivo per 20 anni in collaborazioni scientifiche internazionali nel campo della fisica sperimentale delle interazioni fondamentali: Fisica delle Interazioni Forti, Fisica delle Interazioni Deboli ed Elettromagnetiche, Studio dei raggi cosmici dallo spazio. (...) Agli inizi degli anni ’90 ha fondato a Perugia un gruppo di ricerca attivo nel campo dei rivelatori e delle tecnologie di frontiera per la fisica fondamentale a terra e nello spazio. Nel
Responsabile Nazionale per INFN e ASI di AMS, primo esperimento di fisica fondamentale approvato sulla stazione spaziale ISS, operato con successo nel primo volo sullo Shuttle nel giugno 1998 e che sara’ installato sulla Stazione Spaziale Internazionale nel 2008 (...) Autore di oltre 320 lavori pubblicati su riviste internazionali. Organizzatore di numerosi congressi dedicati alla scienza spaziale." (...)
"la risposta e' che certamente e' possibile attraversare le fasce di radiazione cosi' come e' possibile rimanere sulla luna per un certo periodo di tempo senza schermaggio.
La risposta puo' essere data in questo modo:
1. in orbita bassa (sotto le fasce di van allen, dove si trova la ISS), la dose che viene accumulata da un astronauta che stesse 1 anno in orbita e' di circa 30 rem (nel seguito assumo 1 rem = 1 rad, che e' abbastanza ragionevole per il reagionamento che segue). Per confronto la dose assorbita da ogni uomo sulla terra a causa di effetti naturali e' di circa 300 mrem (millirem)/anno, corrispondenti a 25 rem in 80 anni. Quindi un anno in orbita bassa, all'interno della ISS corrisponde piu' o meno alla dose che tutti gli uomini ricevono sulla terra nella loro vita. Questo e' uno dei motivi per cui le permanenze nello spazio sono limitate a 6 mesi, perche' in questo modo si ottengono esposizioni (addizionali) di circa 15 rem che sono molto minori delle esposizioni professionali nella carriera di persone che svolgono attivita' nel settore spaziale o nucleare (tra 100 e 400 rem nella vita). Non c'e' alcuna evidenza che dosi del genere possano essere dannose
per l'uomo (insorgenza di tumori).
----------------------------------------------------------------------------------
da http://www.health-physics.com/pt/re/healthphys/abstract.00004032-198808000-0
0006.htm;jsessionid=C44kbcLNLXOK1YvsXaOUCMzeYTWcgny2UnPaOd7YBzsroy256UJO!250
931426!-949856145!9001!-1
The career limits range from 1.0 Sv (100 rem) for a 24-y-old female up to 4.0 Sv (400 rem) for a 55-y-old male, compared with the previous single limit of 4.0 Sv (400 rem).
----------------------------------------------------------------------------------
da http://hps.org/documents/radiationrisk.pdf
In accordance with current knowledge of radiation health risks, the Health Physics Society recommends against quantitative estimation of health risks below an individual dose of 5 rem in one year or a lifetime dose of 10 rem above that received from natural sources. Doses from natural background radiation in the United States average about 0.3 rem per year. A dose of 5 rem will be accumulated in the first 17 years of life and about 25 rem in a lifetime of 80 years. Estimation of health risk associated with radiation doses that are of similar magnitude as those received from natural sources should be strictly qualitative and encompass a range of hypothetical health outcomes, including the possibility of no adverse health effects at such low levels.
----------------------------------------------------------------------------------
Nello spazio interplanetario (e quindi sulla luna) la dose sale a circa 90 rem/anno (trascuro le tempeste solari). Ma le missioni sulla luna sono durate in tutto 7-10 giorni ciascuna, per cui la dose che si accumulava in questo periodo era di circa 0.3 rem o la dose che si prende in un anno sulla terra.
Per quanto riguarda le fasce di van allen, e' vero che l' intensita' e quindi il flusso cresce in certe zone fino ad un fattore 10000, ma il tempo trascorso dagli astronauti in queste fasce e' breve ( le fasce si estendono fino a circa 10000 km dalla superfice terrestre), per cui la dose accumulata nel caso piu' pessimistico e' non puo' superare : 30 rem/anno * 10.000 (intensita' delle fasce) * 0.1 giorni (durata del passaggio nella zona intensa delle fasce) = 90 rem, o circa 3 volte la dose raccolta sulla terra nella vita.
In realta' il calcolo mostra che date le orbite prescelte, lo schermaggio della capsula etc, la dose assorbita e' molto minore, e diventa compatibile con quella accumulata sulla terra nel corso di una vita normale, fermo restando che nessuna evidenza sperimentale porta a ritenere che 90 rem sono pericolosi per la salute.
Per cui la risposta e' che le fasce si attraversano facilmente e sulla luna la radiazione non impedisce dei soggiorni di qualche settimana, senza particolari schermaggi.".
James Van Allen, colui che nel 1958 scoprì la presenza di queste fasce radioattive che avvolgono la Terra a grande altezza - ben 21 anni prima dell'Apollo 11, e quindi c'era tutto il tempo per risolvere il problema (!) - durante le missioni Apollo era ancora vivo, ma non solo, è morto solo 2 mesi fa. Ad agosto di quest'anno (2006).
Davvero colui che le ha scoperte mettendo in guardia tutti... sarebbe stato zitto, fino ad oggi, se non fosse stato possibile superarle?! Siamo seri. Wikipedia >
Fine parte Fasce Van Allen
:::
Escursione termica e alte temperature sulla Luna
Sempre il Prof. Roberto Battiston:
"E' molto semplice, i caschi hanno una doratura interna sottilissima in oro, che e' piu' che sufficente a bloccare i raggi solari garantendo la visibilita'.
Il sistema termico delle tute e' estremamente sofisticato, certamente resiste a temperature sia basse che eleveate, non per niente hanno sulle spalle quello zaino, e non per niente possono stare fuori un tempo limitato dal fatto che il sistema di condizionamento interno deve essere perfettamente funzionante. Attenzione che le temperature possono raggiungere valori locali elevanti ma il suolo lunare e' un buon isolante termico, per cui la capacita' di trasferire all' astronauta grandi quantita' di calore or sottrargliele e' bassa. I pompieri coperti di amianto stanno per periodi piuttosto lunghi a temperature piu' alte SENZA avere un sistema di raffreddamento addosso."

I dubbi paratecnici degli apolloscettici
I dubbi su cui lavora in modo morboso, ahimè, il complottismo sono pochissimi. Luci, ombre, inquadrature, sfondi, radiazioni. E sarebbero legittimi, se non fosse che quella poca conoscenza della materia che hanno la bruciano con l'ideologia.
Le cose sono veramente semplici, ci vuole un attimo a smontare tutte le teorie del complotto, perché si parte dalla base, e cioè le incontestabili caratteristiche della Luna e quel poco che serve della fisica (compresa l'ottica), scolastica e incontestabile anch'essa. Non serve essere astronomi, basta avere una conoscenza elementare della materia e soprattutto averne coscienza, e serve imporre una scaletta ai ragionamenti che niente devono avere a che fare con obiettivi preconcetti.
Questa è la mia.
1) Osservare (tutto) nell'insieme, quadro generale.
2) Verificare di avere un cervello e pensare (può anche funzionare male)
3) Porsi eventuali domande
4) Trarre le prime conclusioni sommarie
5) Fare l'avvocato del diavolo e metterle in discussione, alla prova.
6) Cercare e osservare (tutti) i particolari.
7) Pensare. Se non ci si riesce, rimandare al giorno dopo. O a quello dopo ancora.
8) Porsi domande
9) Trarre le prime conclusioni
10) Fare l'avvocato del diavolo e metterle in discussione di nuovo. Vedere se i singoli elementi sono coerenti con tutti gli altri.
11) Ripetere i passi 1-10 per diverse volte, in giorni diversi (magari il bioritmo, o l'oroscopo, o i tarocchi sono contrari e allora.../scherzo)
12) Adesso si può aprire bocca, e quindi confrontarsi.
Prima di tutto il resto, al punto 0) Studiare qualcosina. Semplice, serve del materiale di base su cui poter costruire ragionamenti per evitare teorie campate in aria o su materie che nulla centrano e che sono filosofia e politica (magari estera).
Pappardella ai complottisti:
Non si pronuncia prima la sentenza, e poi ci si reca sul luogo dell'accaduto (chiamandolo del delitto) a raccogliere particelle a supporto della stessa... ma
prima ci si reca sul luogo dell'accaduto, si fanno le osservazioni, e poi se qualcosa non quadra nella dinamica ci si pone delle domande. Allora sì, il luogo può diventare dell'incidente o del delitto. E quindi, eventualmente, si valutano teorie alternative, ma ugualmente servono prove (no fantasia) a sostegno. Per ultimo, se proprio, si fa il processo. E non è comunque detto che ci sia la colpa.
Ma prima di tutto, ci si rompe le scatole sul luogo dell'accaduto senza accusare nessuno e senza utilizzare sistemi arbitrari. Questo non fate, colpevolmente, o preterintenzionalmente.
Fine pappardella.
Passiamo al difficile, materia nuova per molti.
Pillola di Astronomia e Fisica elementari, e applicazione. Lettura necessaria a chi interessa capire la differenza tra sogno e realtà, molto più affascinante del sogno stesso.
LUNA
La Luna è il satellite della Terra, dista da essa mediamente 384.000 Km, ha un diametro di circa 3.400 Km (circa il doppio della lunghezza dell'Italia), una massa pari a 0,012 volte quella della Terra, una densità media pari a 3,34 volte quella dell'acqua e una gravità pari a 0,165 volte quella terrestre (6 volte inferiore). Questo ultimo dato ci dice che la velocità necessaria a vincere la sua attrazione gravitazionale per abbandonarla, è di 2,37 Km/secondo. Lo Shuttle, per riuscire a lasciare la Terra, deve invece superare gli 11,8 Km/secondo. Questo dato però ci dice soprattutto un'altra cosa, e cioè che a differenza della Terra non ha una forza gravitazionale sufficiente a trattenere le molecole dei gas, e quindi
(il complotto della Luna)
Particolare fondamentale n. 1) la Luna non ha atmosfera. Evviva! Ebbene sì, nessun complottista lo sapeva, ma adesso lo sa. E' una scoperta eccezionale!

Essere sulla Luna o essere nello spazio profondo è sostanzialmente la stessa cosa, se non che sulla Luna si possono appoggiare i piedi, grazie alla piccola forza di gravità che esercita. Ma nient'altro. Non si sentono suoni, e la luce del Sole non subisce variazioni o attenuazioni. Anzi, sulla sua superficie viene amplificata perché riflessa. Ma non essendoci atmosfera lo sfondo del cielo delle foto è sempre nero assoluto (come l'inchiostro dicono gli astronauti), il nero dello spazio profondo.
Questo significa che, a differenza che sulla Terra, nell'osservazione del paesaggio non vi è alcuna deformazione dell'immagine dovuta alla variazione della distanza, perché dal luogo di osservazione al luogo osservato non vi è alcuna interferenza dell'aria, perché appunto di aria (gas) non ce n'è. Di conseguenza, nelle foto, gli oggetti lontani hanno la stessa nitidezza di quelli più vicini all'obiettivo. I contorni sono nitidi, netti, non vi è alcuna attenuazione apprezzabile dall'occhio. Osservandola al telescopio dalla Terra, nonostante si debba attraversare la nostra atmosfera, i suoi contorni sono ugualmente assolutamente nitidi, anche da qui. Anche quando si osserva l'occultazione di un pianeta o di una stella da parte della Luna (le passano dietro), non vi è alcuna deviazione (diffrazione) della luce, e quindi l'oggetto sembra nascondersi dietro un disco di cartone ritagliato con la forbice, dai contorni assolutamente netti.
Arrivando alle osservazioni dei complottisti, questo fenomeno spiega perché i complottisti sostengono che le montagne viste sullo sfondo di alcune fotografie sembrano finte: perché sembrano piatte e ben definite come in una scenografia. Non è così, ma semplicemente, a causa dell'assoluta mancanza dell'atmosfera non si avverte il fenomeno dell'attenuazione della luminosità dovuta alla distanza, e quindi non la si percepisce (lo dichiarano gli stessi astronauti) come invece avviene sulla Terra osservando montagne sullo sfondo di altre montagne. In questo caso perdono infatti luminosità, perché mano a mano che ci si allontana l'atmosfera (aria, umidità, foschia, smog etc) assorbe e devia la luce. Così non capita sulla Luna. Sulla Luna non si percepisce la distanza, e quindi le dimensioni degli oggetti. Soprattutto se sono sconosciuti e tutti uguali nell'aspetto. Sulla Terra più l'aria è rarefatta e più aumenta la visibilità. Sulla Luna non è nemmeno rarefatta, non c'è.

«Ci fu anche la gioia di scoprire che l'occhio era molto più potente se non era offuscato dall'atmosfera.»
«Aldrin ha esultato per il chiarore surreale di quest'ambiente privo d'atmosfera, la cui conformazione sull'orizzonte lontano appare vicina, in splendido contrasto con il nero sconfinato dell'infinito sullo sfondo.»
Un fenomeno simile si avverte nelle immense sale, con un diametro di un centinaio di metri, di alcune grotte. Per un periodo ho frequentato un gruppo speleologico della mia città, e con loro mi sono calato in alcune di queste. Le grotte sono fatte di roccia e basta. Roccia che, consumata dall'acqua o franata, ha lasciato delle immense voragini piene di frammenti sparsi della stessa. Ebbene, anche i frammenti più grandi, che misurano qualche metro di lato, visti da distante sembrano rocce di qualche centimetro, e non ti accorgi delle loro reali dimensioni fino a che non te le trovi ad un palmo dal naso. Questo anche perché non essendoci altri oggetti di riferimento di cui si ricordino le dimensioni, la roccia, che è tutta uguale, piccola o grande che sia non viene percepita nelle dimensioni reali. Addirittura di queste sale non si percepisce l'ampiezza fino a che non sei sceso sul fondo e non ne hai percorso a piedi almeno un lato. Quindi, quello che può sembrare a prima vista un pozzo profondo 2 metri con sassolini sul fondo, potrebbe essere in realtà un buco profondo 100 metri e largo ancora di più, e i sassolini essere rocce di 5-6 metri di lato. Vi assicuro che "Impressionante!" è l'espressione che vi esce dalla bocca.
.
Nella missione Apollo 15, «guardando giù per un canyon l'astronauta David Scott esclama al compagno James Irwin: "Oh, guarda là, Jim... Guarda quello!", riferendosi a massi grandi come case che sembravano granelli di sabbia.»
Un altro esempio è che agli occhi inesperti i crateri della luna ripresi durante la discesa dei moduli lunari, sembrano vicini. In realtà non lo sono (tanto che si vede l'orizzonte curvo modificarsi), ma non si riesce ad avvertirne la distanza proprio perché non c'è atmosfera su un suolo tutto uguale. Non ci sono prati gialli, campi verdi, montagne marroni, oceani blu, strade grige. E' tutto simile e dello stesso colore. E non c'è atmosfera che lo possa modificare con la distanza.
«Com'era ruotare dentro quella notte d'inchiostro, decifrabile solo per le stelle e le silhouette di colline che si acquattavano a una breve distanza che avrebbe anche potuto essere infinita?»
Nella missione Apollo 14, gli astronauti Alan Shepard e Edgard Mitchell dovevano raggiungere dal LEM il bordo del cratere Cone per raccogliere dei campioni di roccia di presunta origine vulcanica.
«Il cratere era grande come 4 campi da calcio messi in fila uno dopo l'altro per il lungo e profondo come due e mezzo. (...) Fin dall'inizio Mitchell si rese conto che orientarsi sarebbe stato molto più difficile del previsto, perché contro la macchia di petrolio del cielo e la vampa del sole vedeva solo (...) un paesaggio furtivo cosparso di avvallamenti e crateri che si rivelavano solo quand'eri quasi in cima, come una masnada di bambini dispettosi che giocano a nascondino. Inoltre, l'assenza di atmosfera e la curvatura del terreno giocavano brutti scherzi, facendo sembrare ogni cosa più vicina di quanto fosse... confondendo, disorientando. Era intrappolato in un polveroso salone di specchi a quattrocentomila chilometri da casa.»
Perché "salone di specchi"? Osservando per ore le foto delle missioni Apollo ti accorgi che è proprio così, e se ci pensi ne hai la conferma: il LEM è composto da metallo e da rivestimenti simili a stagnola, le tute e gli strumenti sono bianchi, le visiere sono specchi, specchi hanno piazzato sul suolo gli astronauti per riflettere i laser provenienti da terra, non c'è atmosfera e i raggi del sole sono liberi di colpire tutto ciò, compresa tutta la superficie della Luna, con la loro piena potenza. Un salone di specchi.
Cercarono il cratere fino alla fine, pensarono più volte di essere in prossimità dell'orlo ma non lo videro mai. Sbagliarono anche direzione. Finito il tempo a disposizione per l'esplorazione, delusi, dovettero rinunciare e tornare al LEM senza mai vedere il bordo del cratere.
«Tornati a casa gli scienziati stabilirono che lui (Mitchell) e Shepard erano giunti a una trentina di metri dall'orlo del cratere Cone... Era proprio sotto i loro nasi, ma era riuscito a sfuggirgli.»
Continua, SECONDO TEMPO >>>>>
------------------------------------------------------------------
© Copyright: Aribandus (http://sulterrorismo.splinder.com)
Riproduzione parziale consentita solo citando la fonte e l'autore. - Prima edizione: 8 Ottobre 2006



piccic in Comincio ad avere di...
dethita in Adesso, mio chiedo i...
Aribandus in I G8ani rompono le b...
Aribandus in Comincio ad avere di...
Aribandus in Comincio ad avere di...
utente anonimo in I G8ani rompono le b...
piccic in Comincio ad avere di...
Aribandus in Comincio ad avere di...
piccic in Inasprimento del cod...
piccic in Comincio ad avere di...



