...appunti...

«Preferirei predire in piena libertà, indagando sulla natura, ciò che sarà utile a tutti, anche se nessuno dovesse capirmi piuttosto che, adagiato sui pregiudizi, godermi la lode che mi potrebbero tributare le folle.» Epicuro





mirato *loading* volte
shiny...from 5/9/05
L'integrità strutturale delle torri dipendeva dalle colonne perimetrali in acciaio leggero.
Gli aerei hanno seriamente danneggiato queste colonne perimetrali e il blocco centrale portante. La stessa impressionante energia cinetica si è sicuramente trasmessa su tutto l'edificio compromettendone la resistenza, soprattutto nei piani prossimi alla zona di impatto.
La gente veniva fatta sgomberare dalla zona non solo e non tanto per la caduta detriti, che nella prima fase era comunque minima, ma come testimoniò il coraggioso inviato della WABC Marthy Glembotzky nella North End Avenue, a causa della pendenza delle torri, che a seguito dell'impatto erano inclinate.
Il fuoco, nella fase iniziale ben più potente di un qualsiasi altro incendio, agendo sull'acciaio già danneggiato ne ha dimezzato le caratteristiche di resistenza e flessibilità, e ha reso inutili materiali ignifughi e sistemi antincendio.
Il cherosene brucia tra 800 e 1500 gradi farehneit, l'acciaio fonde a circa 2800 gradi farehneit. Ma basta una temperatura molto inferiore perché la struttura perda la sua capacità di supporto. Questa è l'analisi confermata anche dall'architetto italiano Renzo Piano, che quel giorno era a New York e ha assistito al crollo. Io non lo sapevo ma ci sono arrivato da solo. La conferma è arrivata anche da chimici che sono intervenuti in questo blog. Conferma l'ingegner Vincent Dunn, vicecomandante dei vigili del fuoco di New York, autore di un libro di testo sul crollo degli edifici in fiamme: «Non ho mai visto acciaio fuso in un incendio, ma ho visto molte strutture di acciaio distorte. Con la dilatazione termica, il cemento intorno all'acciaio si frantuma e l'edificio crolla».
Tale incendio, non costante su tutta la superficie, ha spinto ben 200 persone a lanciarsi nel vuoto per non morire bruciate.
Ad un certo punto almeno un piano completo al livello dell'impatto ha ceduto. Il blocco superiore della torre è precipitato sul blocco inferiore sottoponendolo ad un carico dinamico enorme al quale la struttura non ha resistito, in quanto progettata per resistere a carichi statici notevolmente inferiori, e non dinamici.
Mano a mano che il crollo proseguiva, aumentava il carico dinamico sui piani inferiori, e di conseguenza si è avuta un'accelerazione nella caduta, in quanto la resistenza statica diminuiva quasi esponenzialmente. Questa velocità è stata comunque inferiore a quella dei frammenti che sono precipitati al suolo in caduta libera.
Questa dinamica, unita alla velocità, all'enorme energia, alla compressione dei materiali e conseguente espansione in tutte le direzioni, da un'altezza superiore (parabola), ha fatto si che frammmenti (vedi chiaramente) colpissero seriamente edifici circostanti come il WTC 7 (più vicino alle torri di quanto sembri) il quale, a seguito di un incendio di 7 ore su una struttura di acciaio, portante, e compromessa, è venuto giù.
Tali frammenti, come quello che ha colpito il WTC7, mai avrebbero potuto compiere quell'azione per merito dell'esplosivo. Avrebbe dovuto essere molto ma molto più potente di quello utilizzato in una demolizione controllata, ma in quel caso sarebbero stati distrutti. Gli sbuffi che si vedono sono semplicemente dovuti alla compressione dell'aria dovuta al crollo. Ci fosse stato esplosivo per demolizione controllata gli 'sbuffi' sarebbero stati molti ma molti di più, perché le cariche avrebbero dovuto essere numerose, lungo tutto il perimetro e su diversi livelli (esempio). Ciò non è stato e infatti non si vede, e comunque era impossibile piazzarle e sincronizzarle in quel modo, senza oltretutto che nessuno se ne accorgesse.
Le esplosioni che si sono sentite hanno spiegazioni diverse, ad esempio bombole di gas o miscela di sostanze che nel crollo si sono mescolate. O semplicemente dovute all'azione del fuoco in zone chiuse. Tanto che queste esplosioni si sono sentite anche nell'incendio che ha colpito il Windsor di Madrid il 13 febbraio 2005, il quale è in parte collassato nonostante non fosse stato danneggiato da un Boeing 767.
Questo in sostanza quello che è successo. Ci sono ulteriori diversi particolari e opinioni ad arricchire la spiegazione del fenomeno, ma fondamentalmente quelli elencati sono i principali. Le inchieste già fatte e quelle in corso, costano milioni di dollari. Dollari che potrebbero essere spesi per sfamare il mondo, e invece si è costretti a dare una risposta anche ai complottisti.
E' inoltre necessario capire la dinamica per evitare che possa ripetersi.
Quanto è successo non se lo sarebbe immaginato nessuno, nemmeno la stessa Al-Qaeda, che nel video di dicembre 2001 per voce di Bin Laden diceva: «(...) abbiamo calcolato in anticipo il numero delle vittime fra i nemici, quelli che sarebbero stati uccisi in base alla loro posizione nella torre. Avevamo calcolato che i piani che sarebbero stati colpiti sarebbero stati due o tre. Io ero il più ottimista di tutti. (...incomprensibile...) vista la mia esperienza in questo campo, pensavo che il fuoco sprigionato dal carburante dell'aereo avrebbe fuso le strutture di ferro dell'edificio e avrebbe fatto crollare la zona colpita dall'aereo e i piani sovrastanti. Questo è ciò in cui speravamo. ». Ma nemmeno loro pensavano che le torri sarebbero crollate, e l'acciaio, non il ferro, non si è fuso. Nello stesso video, Shaykh diceva: «Un aereo che si schianta contro un alto edificio è inimmaginabile per chiunque. E' stato un bel lavoro.»
Molto brevemente, ma più che sufficiente a spiegare il tutto.
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Particolare del collasso di un angolo della torre sud (il video negli approfondimenti)
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Approfondimenti: Un ringraziamento a John (jb@libero.it) per il prezioso contributo.



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