...appunti...

«Preferirei predire in piena libertà, indagando sulla natura, ciò che sarà utile a tutti, anche se nessuno dovesse capirmi piuttosto che, adagiato sui pregiudizi, godermi la lode che mi potrebbero tributare le folle.» Epicuro





mirato *loading* volte
shiny...from 5/9/05
Introduzione al blog
- 18 novembre 2008 -
Questo blog nasce nel luglio 2005 per affrontare l'assordante e continuo silenzio, e la censura, della sinistra sulle vittime del terrorismo islamico e per aiutarmi a capirci qualcosa sullo stesso, da lì il sottotitolo "appunti" anche perché mi serve come 'blocco' per archiviare le notizie e sul quale scarabocchiare le mie personali riflessioni, sulle stesse e quindi sui fatti. Il blog si sviluppa contemporaneamente sul cospirazionismo che in merito all'11 settembre 2001, che vivo in diretta sui media, per forza di cose entra nel campo del terrorismo (poi si scopre pure derivare anche da motivazioni politiche), e per certi versi obbligato, lo stesso blog si sviluppa pure sulla stessa, sulla politica (la politica non mi piace).
Quindi la speranza di questo disordinato 'bloccaccio' è quello di essere utile a me stesso, per capire, e se possibile anche agli altri in quanto se ritengo di aver capito qualcosa spero che qualcosa arrivi a chi, di quelli che contano, forse può essere sfuggita.
Su questo blog, che in quanto blog ha con il suo proprietario un rapporto molto più intimo che non un sito normale o un forum (il blogger ha prima, almeno per quanto mi riguarda, un dialogo con il suo blog che non con l'esterno), le date contano, in quanto ho sempre cercato di vivere quindi avvertire ciò che avveniva intorno a me, sia a livello locale che nazionale (notizie sui media, quindi i fatti, quindi le reazioni della gente), cioè di immedesimarmi negli altri. Cerco quindi le tendenze, ci provo, magari anticipandole per tempo (di solito mi riesce), che è poi una delle necessità del mio lavoro e cioè il pubblicitario.
Alcuni post che ho scritto mesi se non anni fa, oggi mi danno fastidio, oggi non li riscriverei, domani forse sì, ma erano appunto vissuti e scritti in quello specifico momento, quando l'atmosfera era diversa da ora, peggiore migliore dipende. Il mondo è in costante mutamento, ci si deve adattare, e per poterlo fare si deve tentare di capirlo, e per capirlo bisogna 'viverlo' (almeno simulandolo interiormente, ad esempio come un attore). A volte bisogna proprio entrarci in contatto, se si vogliono raccogliere alcuni tasselli altrimenti non reperibili, ma per quanto riguarda il terrorismo da parte mia questo contatto non avverrà mai perché proprio non lo voglio (c'è un limite a tutto, finché si ha un blog è un conto...).
Io non ho una particolare appartenenza politica, posso solo dire di non stare a sinistra, anche se ritengo di avere alcune caratteristiche di quella parte, se proprio vogliamo parlare di una cosa che detesto e che sono le bandiere (mi piacciono allo stadio ma non ci vado). Però ho sempre votato verso centro-destra, oppure non ho votato. Un paio di volte, a molti anni di distanza, Lega. Oppure centrodestra in generale ma mai partiti cosiddetti di 'estrema destra' o così voluti chiamare a tutti i costi (la Lega non è di destra). In realtà sto solo entro, e mobile, la sfera del centrodestra, ma non da una parte in particolare (voglio essere libero).
Non sono una persona che mente, che sbaglia sì, come tutte, ma che mente no, come poche. Quindi su questo blog niente è in mala fede, ma non solo, io ho a cuore tutte le persone indistintamente, quindi...
Perché da parte mia cercare di capire il terrorismo islamico? Beh, diciamo che, anche dato il mio lavoro, mi interessano i comportamenti umani, ho pure sempre avuto una lontana passione per la psicologia e la filosofia (non per la storia), e quindi per l'arte della comunicazione in genere. Ho pure una formazione tecnica, e successivamente artistica.
Perché cercare di capire il terrorismo? Perché voglio che finisca, e quindi bisogna trovarne le origini e risolverlo da lì, a monte. Perché voglio dare una mano, seppur infinitesima, ad evitare che certi fatti si ripetano.
Dimenticavo, il titolo del blog, Sul Terrorismo (islamico si intende), è stato scelto così diretto soprattutto per motivi di reperibilità nei motori di ricerca, e poi perché di quello, con i suoi appunti, vuole capirci qualcosa il proprietario. E' un titolo che è anche uscito anche di getto sull'onda emotiva di un, ripeto, silenzio assordante sulle vittime dello stesso (terrorismo islamico) in un momento in cui il dolore dell'11 settembre era ancora intenso e contemporaneamente l'informazione, professionale, di sinistra andava quasi a braccetto con i terroristi contro gli americani pure sfruttando il cospirazionismo (o complottismo).
Ma quel titolo non gli conferisce alcuna autorità o autorevolezza, anche perché il sottoscritto è una persona qualunque, probabilmente sì particolare ma nient'altro.
Un'ultima cosa cosa, il fatto di voler dare una micro-mano per tentare di debellare il terrorismo, per me significa, oggi 18 novembre 2008, che il terrorismo sta a monte, dei terroristi. Quindi ritengo che il vero nemico, nostro, di tutti, tolti i veri e propri criminali e che non hanno giustificazioni, non sia il terrorista di per sé ma il terrorismo stesso... e quindi ciò che, dal mio punto di vista, lo genera e lo foraggia o lo tende a far risorgere. Non c'è, una giustificazione al terrorismo, nessuna, ma le origini per forza esistono.
Con un codice pseudo-medico potrei pensare che
il virus/batterio/parassita, l'agente patogeno, è l'ideologia, politica,
i mezzi di trasmissione e di contagio sono diversi (stampa, volantino, manifesto, 'porta a porta', video, manifestazioni, scuola, università, Internet, droga),
i soggetti a rischio pure,
il terreno fertile è diversificato e dipende anche dalle condizioni climatiche ed emotive,
c'è comunque una componente ereditaria... bisogna esserne predisposti (o che qualcuno, e/o qualcosa, possa generare quella mutazione in modo da abbassare le difese 'immunitarie' e da creare la predisposizione),
il sintomo è il terrorista,
la malattia è il terrorismo,
la malattia conclamata, forse l'atto terroristico,
Nello specifico del terrorismo islamico,
credo che l'ideologia più forte, e potente, sia il fondamentalismo, religioso, islamico. Il quale, a differenza delle altre ideologie, fisse, in quanto 'tre' cose principali in tutto dicono e con quelle 3 tentano nell'impresa impossibile di rapportarsi all'immenso e costantemente variabile e mutevole mondo, e da lì la costante e obbligata insoddisfazione causata da un indotto isolamento dalla società, dalla quale poi ci si sente incompresi (ci si preclude la possibilità di esserlo) fino a sclerare,
si basa su un vasto ma limitato codice che si presta a diverse possibili, e strumentalizzabili, interpretazioni dello stesso fatte da studiosi remoti su fatti remoti, in un'epoca remota (come l'ideologia in genere, ma più antica e potente in quanto religiosa e che pure ispira manie di grandezza e onnipotenza anche nei moderati, almeno in alcuni), che ugualmente inibisce la possibilità dell'uso della ragione e quindi la capacità di vivere/reagire/interagire, senza quei dettami (precetti, i concetti invece sono concepiti dall'intelletto e prodotti del pensiero, ma il pensiero esiste solo nella libertà), liberamente in un mondo moderno e mutevole e che quindi, come sempre e da sempre, richiede una costante capacità di adattamento possibile solo con la libertà dagli schemi. Impossibile poi in un terreno dove non esiste la democrazia.
E' quindi, a tutti gli effetti, l'ideologia o meglio la sua struttura, la causa del terrorismo, ed è quindi l'ideologia, credo, una vera e propria malattia, un virus che a lungo andare crea delle deficienze psichiche importanti, a causa di un piccolo circuito mentale chiuso che viene a generarsi e ad autoalimentarsi, e che forse a lungo andare può somatizzare.
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Tornando al blog, come tutti credo nei loro, il sottoscritto ci mette e ci spende tanto impegno. E' pure stressante, perché la materia è brutta, racconta fatti orridi e a volte non ti fa stare tranquillo nemmeno se tieni il naso dentro casa.
Oltre agli apprezzamenti ho ricevuto critiche, alcune me le faccio io stesso, ma so che a qualcosa questo blog, come tanti altri, è servito, anche perché il fine ultimo, quello al di sopra di tutti gli altri, è quello di arrivare a una cosa che va tanto di moda e che è la pacifica convivenza, la famosa peace & love. Ma per arrivarci serve conoscersi a rispettarsi, a vicenda. Ma per rispettarsi a vicenda serve la condivisione dei valori, almeno di quella parte fondamentale.
Aribandus



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