Sul Terrorismo

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05/01/2009
Nella lotta al terrorismo islamico, abbiamo sbagliato qualcosa?

 
Abbiamo sbagliato dalla guerra in Iraq, quando ci siamo ritirati lasciando l'America e il Regno Unito combattere da sole. Abbiamo sbagliato chiamare la guerra, contro chi ce la faceva, "missione di pace", mentendo a noi stessi e precludendoci la possibilità di adottare norme che ci avrebbero salvaguardato nella nostra patria e che avrebbero salvaguardato la stessa. Abbiamo sbagliato a non essere un unico e compatto fronte contro il terrorismo, rigido contro il morbido insinuarsi (come insegna la filosofia orientale) dell'estremismo, aprendo così infinite falle e permettendo agli jihadisti di adottare infiniti metodi per inserirsi, come quinte colonne, nella nostra società e svilupparsi in essa e diffondendosi in essa. Abbiamo sbagliato a non accettare subito il rischio di attentati, ma il rischio l'abbiamo preso ugualmente con l'handicap, acquisito, a meno che la lotta al terrorismo non sia vinta in pochi anni ma dubito molto, che per il futuro sarà meno rischioso perché sarà più certo. Siamo stati troppo buoni.
«L’eco della guerra in Medio Oriente si amplifica e diffonde nelle comunità arabo-musulmane, man mano che aumenta il loro peso specifico nella società.».

Gli jihadisti diffondono nei loro forum manuali per la diffusione dell'islam, che in chiave 'estremismo islamico' sempre di jihad globale si tratta. Nei nostri blog parole delicate di apparenti islamici moderati (le stesse parole hanno effetto diverso a seconda che giungano a un moderato occidentale piuttosto che a uno jihadista) altro non sono che applicati intelligenti sistemi utilizzati, spesso in seguito ai proclami di Al-Qaeda, per servirne sottilmente princìpi o istruzioni lavorando sul proselitismo 'moderato' o sull'invito a comportarsi in modo utile a condurre la jihad, modo che pure può essere quello di compiere un attentato. Il risultato è che, l'islamismo jihadista, o solo estremista, si diffonde tra la nostra gente, e il risultato è che più il tempo passa, e più la comunità islamica si amplia, meno libertà avremo anche solo per difendere i nostri princìpi e il nostro stile di vita, senza andare a parlare di cultura o religione. Basta vedere l'occupazione (provocazione) di Piazza Duomo, oppure basta leggere ad esempio il comunicato dei Giovani Musulmani d'Italia (tra coloro che hanno organizzato la manifestazione contro Israele a Milano) o di quasi tutti i musulmani, sui fatti di Gaza, incredibilmente nessuno accusa Hamas ma solo Isralele. E siamo in Italia, non siamo a Gaza.
Quando faremo l'errore, e lo faremo, di avere nel nostro parlamento degli islamici, nel momento in cui il terrorismo (e l'estremismo) non sarà ancora stato sconfitto, e nel momento in cui non saranno stati stabiliti, e fatti rispettare, insindacabili regole e principi fondamentali sia per il rispetto reciproco che per la nostra identità, elemento che determina la nostra storia i nostri sacrifici e il nostro essere, vedremo cosa avremo combinato perché in quel momento l'estremismo islamico uscirà dal letargo e comincerà a pretendere sul serio.

Questa però è una mia opinione personale, io non posso permettermi di avere responsabilità su scritti di questo tipo, quindi nessuno accetti per oro colato quanto ho appena scritto, anzi lo metta in discussione da cima a fondo, ma rimanga almeno come spunto di riflessione su quello che, forse, la politica non vede o non vuol vedere. Preciso inoltre che, non ho detto, e non lo penso assolutamente, che il problema sia l'Islamico, sarebbe un grande errore e molto ingiusto anche solo pensarlo. Il problema, il nemico, è l'Islam stesso ma nel contesto di 'oggi'. Non l'Islam in sé, ma il radicalismo islamico che a monte lo guida lo dispone e ne sfrutta gli 'elementi'. Quindi, ripeto, il problema non è l'islamico, ci mancherebbe solo quello e da me l'islamico avrà sempre il massimo rispetto possibile, o l'Islam, il problema è la nostra mentalità e la mentalità dello jihadismo (globale o meno che sia). Se noi non cambiamo, non avremo possibilità.
E' come un principiante onesto che gioca a poker, a carte scoperte, contro un esperto baro. Non ci sono speranze. E' come un duello tra Gandhi e Hitler. 
Quindi se ai tempi della guerra fredda ci si preoccupava del diffondersi del comunismo, oggi ci si dovrebbe preoccupare molto di più dello jihadismo, perché è viscido, strisciante, e pure si basa su principi simili (in almeno un forum islamico, straniero, vengono insegnate le tecniche per ingannarci).

Qual'è quindi la souzione, visto che parlo di probemi? Non c'è la soluzione, non ce la possiamo permettere, non abbiamo la mentalità, ed è comunque troppo tardi. Pagheremo cara la nostra bontà, e i mercanti dello jihadismo questo lo sapevano molto bene.
Avremmo dovuto considerarci in guerra e adottare misure cautelative, abbiamo scelto la strada opposta, dell'apertura totale. Non è sbagliata del tutto, perché consente il rispetto, giusto, dell'Islam e dell'islamico e permette il fondamentale e superiore dialogo, ci fa onore, ma è un'arma a doppio taglio perché così, causa democrazia, ci costringiamo a dialogare con tutti, anche con chi usa il dialogo per perseguire obiettivi jihadisti.
Facciamo pulizia etnica da soli, noi non facciamo figli mentre gli islamici ne fanno molti.
E' una corsa contro il tempo, con avversari che non hanno alcuna fretta. Dovremmo sconfiggere, demotivare l'estremismo islamico in tempi brevi, ma questi tempi non ci sono e non ci si può permettere di cedere per abbreviarli.
Sicuramente dovremo anche cambiare qualcosa nella nostra politica estera occidentale, perché come avvertiva la Bhutto c'è il concreto pericolo di radicalizzazione dell'Islam in tutto il mondo. La stessa Bhutto, ricordo musulmana e uccisa dai terroristi islamici, dichiarava che questo piano di islamizzazione, espressamente anche dell'Europa, esiste realmente.

L'Italia, ha una posizione strategica nel Mediterraneo, e pure in Europa. Francia e Inghilterra, che offrono un'apertura superiore all'immigrazione e che sono più islamizzate, già sentono importante questa presenza, tanto da dover prendere le distanze dalla controffensiva israeliana contro Hamas a Gaza. In alcuni Stati del Nord Europa (la Svezia prenderà la presidenza della Commissione Europea tra 6 mesi), già si parla di Sharia, la Legge Islamica. Legge che pure affligge gli islamici moderati.
Noi, proseguendo questa visione catastrofica, ma è sempre meglio prevenire che curare, forse saremo uno degli ultimi bastioni dell'Europa. Mi sembra di aver letto, in un paio di siti jihadisti, che è meno semplice, per gli islamici, diffondere l'Islam da noi. L'ho letto mesi fa, il tempo va avanti, inesorabile. Si aggiungono nuove tecnologie, nuove piattaforme come Facebook, c'è più tempo per pensare per una comunità sempre più ampia che sempre più saprà trovare sitemi per adattarsi e raggiungere i suoi obiettivi. 

- - -
Ne approfitto quindi per consigliare due libri da studiare. 

Benazir Bhutto - Riconciliazione. l'Islam, la democrazia, l'OccidenteMagdi Cristiano Allam - Grazie Gesù - la mia conversione dall'islam al cattolicesimoIl primo,
[Riconciliazione. l'Islam, la democrazia, l'Occidente]
fornisce molte informazioni, anche storiche, e spunti sullo scontro in atto tra Islam e Occidente.
E' il libro scritto da Benazir Bhutto prima di venire uccisa dai terroristi poco dopo il suo ritorno in Pakistan.
Non bisogna dimenticare che è, comunque, l'altro punto di vista (moderato). Pure la visione dell'Islam, dal fronte moderato-(al passo con i tempi). E' quindi la visione delle cose, e dell'Occidente, dall'altro fronte, con tutto ciò che coimplica comprese versioni scomode. Credo si debba avere il coraggio di vedere le cose anche da altri punti di vista, se non altro per concedersi la possibilità di metterle meglio a fuoco.
Questa donna ha sacrificato la sua vita, per arrivare alla pace. E meriterebbe, per me, il Nobel.

Non posso quindi non segnalare anche il secondo, del cui autore non credo ci sia bisogno di presentazioni: [Grazie Gesù - la mia conversione dall'islam al cattolicesimo], di Magdi Cristiano Allam.

Aribandus alle 18:21 del 05/01/2009

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categorie: italia, dialogo, islam, corano, minacce, contromisure, preavvisi, crisi internazionale, bhutto, jihad fatwa
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