Sul Terrorismo

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«Preferirei predire in piena libertà, indagando sulla natura, ciò che sarà utile a tutti, anche se nessuno dovesse capirmi piuttosto che, adagiato sui pregiudizi, godermi la lode che mi potrebbero tributare le folle.» Epicuro



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15/05/2008
Kabul: attentato contro italiani, un alpino ferito

Tre feriti, in realtà, alpini del 2° Reggimento Alpini di Cuneo,  ma due di questi solo contusi. Il mezzo su cui viaggiavano era un Puma. Un altro attentato nel sud dell'Afghanistan provoca 18 morti e 22 feriti tra poliziotti e civili. (Corriere)

Ieri invece, 7 esplosioni a distanza una dall'altra di 12 minuti, hanno provocato 80 morti e 200 feriti nella zona turistica del Rajastan (India) (Corriere)

Aribandus alle 09:47 del 15/05/2008

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Commenti
#1   15 Maggio 2008 - 21:32
 
e perchè per lorro metti un post e per i due operai caduti da un impalcatura a Matera no?
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#2   16 Maggio 2008 - 00:03
 
Cretino, leggi il titolo del blog.
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#3   16 Maggio 2008 - 12:28
 
E la morte sul lavoro altro non è che una specie di ipocrita obiettivo,
perché un lavoratore non è lavoratore solo quando sta al lavoro, e quindi la sua vita vale solo in quel caso, ma è lavoratore 24 ore su 24 e la sua vita vale sempre. Quindi vale quando lavora, vale quando smette di lavorare e si immette sulla strada di casa, vale quando parcheggia l'auto, vale quando è in casa. Quindi la sua vita va salvaguardata sempre, e lui stesso deve pretendere che venga salvaguardata, quindi deve denunciare quando non c'è sicurezza, e lui stesso deve salvaguardarsela, quindi non deve rischiare perché se accetta i rischi è pure lui colpevole.
E' tutta la cultura italiana, sulla questione sicurezza e prevenzione, che non va. E questa comprende ANCHE il mondo del lavoro. Ma comprende anche il ragazzino che torna da scuola in motorino e si trova all'improvviso una voragine sull'asfalto, cade e muore. Quel ragazzino era figlio di un lavoratore e sarebbe stato anche lui un lavoratore.
E' tutto che non va, quindi parlare solo dei "lavoratori", è ipocrisia e io non sono ipocrita.

Se un aereo cade, muoiono dei lavoratori ma nessuno parla dei lavoratori.
Se esplode una bombola di gas, muoiono dei lavoratori.

Chi guida l'auto e passa col rosso, e non mette la freccia, e guida drogato o ubriaco, è un lavoratore,
Chi guida la bici di sera senza luci e passa pure col rosso, oppure porta per strada bambini di pochi anni, è un lavoratore.
Chi non rispetta le regole, e chi non fa rispettare le regole, e chi non crea le regole, è un lavoratore.
Chi non si ferma a dare aiuto a qualcuno che ne ha bisogno, perché non ha tempo per preoccuparsi della vita degli altri, è un lavoratore.
E tutti questi lavoratori se ne fottono degli altri lavoratori.

Se un benzinaio muore perché esplode il suo distributore, e magari il giorno prima ha riempito il serbatoio della mia moto fumandosi la sigaretta, i problema non è il lavoro o il lavoratore, ma la cultura e il rispetto della vita, propria e degli altri. Quindi se proprio si vuole morire, che si muoia da soli.
Se uno crea e utilizza una discarica abusiva, condanna a morte tanti cittadini, tutti lavoratori.

In Italia non esiste il senso civico perché nessuno riceve questa educazione e pochi ci arrivano per conto proprio.
Quando qualcuno ha bisogno di aiuto, se si è nella possibilità di farlo bisogna aiutarlo, anche perché un giorno al suo posto ci potremmo essere noi.
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#4   16 Maggio 2008 - 17:58
 
esatto quindi vai in afghanistan e accetti i rischi del caso... se no se lo fai per l'onore e per servire la patria facciamo che gli diamo 2000 euro al mese non 5000 e poi vediamo quanto militari ci rimangono
utente anonimo

#5   16 Maggio 2008 - 22:47
 
L'universo è infinito, così come quello che non si conosce.
A me basterebbe avere vitto e non per forza alloggio. Ma se dico "due per cocomeri" è la stessa cosa, perché non sai di che parlo, apparteniamo a due mondi diversi. Tu mi uccideresti, o scapperesti, io farei di tutto per salvarti la vita. Questa è la differenza.
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#6   16 Maggio 2008 - 23:20
 
Dimenticavo, ho fatto l'alpino, sai quegli stupidi con la penna in testa?

E mio nonno era un carabiniere, sai quelli che muoiono per le strade d'Italia o in giro per il mondo come a Nassiriya? Lavoratori anche loro.
Ed era pure terrone, a Verona. Come siamo razzisti noi di Verona.
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#7   17 Maggio 2008 - 21:04
 
sppunto non dico che non sono da commemorare .. dico che non sono da esaltare come matriri della patria più del muratore che muore perchè senza protezioni ... la steesa cosa.... rischi? muori? mi dispiace manon sei un eroe
utente anonimo

#8   17 Maggio 2008 - 21:55
 
Il muratore non solo non è obbligato a rischiare, ma non deve rischiare.
E non c'è nessuno che vuole ucciderlo.

(io pure ho lavorato in un cantiere come elettricista quando ero ragazzo).

Questo certo non toglie che la sua vita debba essere salvaguardata e che pure lui debba salvaguardarsela. Non ci piove.

La strage di Nassiriya, secondo il mio supermodesto parere ignorante, poteva, e doveva, essere evitata. L'avevo scritto sul blog.
Ma non è detto che non ci sarebbe stata comunque la strage ad un eventuale secondo tentativo da parte dei terroristi.
Però essere in teatro di guerra, evitando di discutere sul fatto che sia giusto o meno esserci, è diverso dall'essere in un cantiere. Almeno dovrebbe essere così. Se i muratori fossero preparati come i militari, e rispettassero quindi regole ferree come fanno in tanti Paesi, ci sarebbero molti meno morti (sul lavoro)
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#9   17 Maggio 2008 - 22:07
 
le regole ferree non le rispettano perchè il datore di lavore non le vuole rispettarrre.. avendo tu fatto l'elettricista sapreai poi che lavorare in regola rende molto meno che lavorare in nero (e quindi senza le necessarie precauzioni)...
rischi però porti a casa 3000 euro al mese...
lo steso per i militari.. non so se si poteva evitare nassirya e non entro in merito.. sta di fatto che se ti becchi 5000 euro al messe ovvio corri qualche rischio in più del carabiniere che se ne becca 1000 e sta a contrlollare i ragazzini che escono dalla discoteca
utente anonimo

#10   17 Maggio 2008 - 22:23
 
le regole ferree non le rispettano perchè il datore di lavore non le vuole rispettarrre
Ti assicuro, te lo assicuro sinceramente e non per avere ragione, che è molto difficile che gli operai vogliano mettere il casco e rispettare tutte le norme. Non sono abituati e quindi anche se glielo impongono rifiutano. Occorre che il datore di lavoro minacci il licenziamento o altro, non so se ci sono sanzioni da poter applicare.

Oltretutto ne cadono tanti dalle impalcature, secondo me quelle impalcature bisognerebbe renderle illegali e studiarne di nuove. Certi ponteggi bisognerebbe davvero vietarli.
E comunque, il cantiere è veramente pericoloso, è una specie di campo minato perché a farsi male ci vuole un attimo.

Per quanto riguarda i militari, vero che la differenza di paga può fare una certa differenza, ma è altrettanto vero che tanti fanno i volontari dell'esercito per passione, e anche per passione nel difendere il proprio paese e passione nel proteggere gli altri. Tanti, sono così. Tantissimi.
E i Carabinieri, e la Polizia, dovremmo un po' cercare di capirli. Tolto quello che è stato il G8, non entriamoci per cortesia, bisogna pensare che loro fanno un lavoro invisibile, molto difficile, e per proteggere tutta la popolazione italiana e non solo italiana. Ti assicuro che non meritano tutto quello che è stato detto e fatto contro di loro in questi anni, perché tanti di loro muoiono per gli altri senza che gli altri spendano una parola per loro. Hanno sempre dato la vita per gli altri, e sempre la daranno. In silenzio. E rischiano ogni giorno la vita. E hanno anche loro famiglia, e hanno anche loro dei figli.
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#11   17 Maggio 2008 - 22:25
 
Magari, controllassero i ragazzini che escono dalla discoteca. Magari. Dovrebbero sempre farlo. Perché non ci sono solo i ragazzini in discoteca, i ragazzini vanno protetti.
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#12   17 Maggio 2008 - 22:28
 
mah ti ripeto diamogli una paga da carabiniere ai soldati italiani in afghniatan..poi salteranno fuoiri i veri eroi
utente anonimo

#13   17 Maggio 2008 - 23:01
 
Rispetto la tua opinione, la mia è che dato che rischiano molto di più è giusto che vengano pagati molto di più.
Prendono di più, vanno là perché prendono di più? Ma rischiano di più. E il denaro che perdi lo puoi recuperare, la vita no.
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#14   17 Maggio 2008 - 23:22
 
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#15   18 Maggio 2008 - 01:36
 
sì certo rischiano di più e guadagnano di più ... il discorso è più che logico.. non mi vengano però poi a parlare di minuti di silenzio e robe varie visto che non si fanno minuti di silenzio quando muoiono 2 muratorio o operai..

sicuramente ci sono casi in cui la responsabilità è del lavoratore... se il datoredi lavoro ti fornisce il caschetto e tu non lo metti sono cazzi tuoi... ma nella maggior parte dei casi il mancato rispetto delle nome di sicureza è dato dalla necessità dell'imprenditore di sveltire il lavoro e aumentare i profitti...
utente anonimo

#16   18 Maggio 2008 - 23:50
 
Non c'è alcun paragone fra gli infortuni sul lavoro e le ferite in combattimento. Non vale nemmeno la pena di intavolare la discussione, e chi cerca di prendere quella strada è intellettualmente disonesto.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FabC

#17   19 Maggio 2008 - 00:04
 
mmmh sinceramente FabC non ho capito bene le motivazioni x cui dici questo...
utente anonimo

#18   19 Maggio 2008 - 11:15
 
E' un problema di QI
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#19   19 Maggio 2008 - 21:34
 
Sì HAI RAGIONE ARIB
utente anonimo

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