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«Preferirei predire in piena libertà, indagando sulla natura, ciò che sarà utile a tutti, anche se nessuno dovesse capirmi piuttosto che, adagiato sui pregiudizi, godermi la lode che mi potrebbero tributare le folle.» Epicuro 





mirato *loading* volte
shiny...from 5/9/05
Incontro tra il capo reporter di Al Jazeera, Yosri Fouda, Ramzi Binalshibh e Khalid Shaikh (o Sheikh, o Shalikh) Mohammed, e CV di Khalid Shaikh Mohammed

L'incontro
Protagonisti:
- Khalid Shaikh Mohammed (argomento di questo articolo, organizzatore degli attentati dell'11 settembre)
- Ramzi Binalshibh (coinvolto nell'attentato al cacciatorpediniere USS Cole nell'ottobre 2002, braccio destro di Khalid Shaikh Mohammed)
- Yosri Fouda (capo reporter di Al Jazeera)
Aprile 2002, sede di Al-Jazeera.
Non appena Fouda ebbe varcata la soglia del suo ufficio (...) il suo telefono cellulare iniziò a squillare. (...) Il giornalista non riconobbe la voce della persona all'altro capo del telefono.
«Salaam-u-alaikom, fratello Yosri. Sono qualcuno che ha buone intenzioni». (...) «Mi auguro che tu abbia pensato di preparare qualcosa di speciale per il primo anniversario», chiese la voce lontana, per poi passare subito al sodo, «perché se è così noi possiamo offrirti un'opportunità che non dovresti lasciarti sfuggire»
Seguirono dubbi sull'affidabilità della fonte, poi ci furono conferme su tale affidabilità (perché Al-Jazeera aveva contatti con "scagnozzi" di Al-Qaeda), e premeva pure il desiderio di soddisfare i dubbi sull'11 settembre (le ipotesi di complotto) e su chi fossero i mandanti. In più, c'era un anti-americanismo di fondo. Quindi accettò.
Dopo numerosi contatti telefonci successivi, fax, spostamenti imposti al reporter per verifica e sicurezza da parte degli interlocutori, dopo la scelta della data, dopo una numerosa serie di stratagemmi per depistare tra cui una corsa in risciò e una finta auto in panne, avviene l'incontro.
Karachi (Pakistan)
(...) Mentre lui (Fouda) e il suo accompagnatore salivano le rampe di scale, Fouda contò quattro piani prima di sentir suonare un campanello. La porta fu aperta e lui venne immediatamente trascinato dentro. Due mani ninziarono a sbendarlo.
(...) «Adesso puoi aprire gli occhi», gli disse una voce in modo autoritario ma amichevole. Fouda non se lo fece ripetere una seconda volta e a circa due metri da lui riconobbe all'istante Khalid Shaikh Mohammed, una delle figure più importanti di Al-Qaeda, uomo noto e ricercatissimo. Anche prima degli attentati dell'11 Settembre, l'FBI aveva messo una taglia di cinque milioni di dollari sulla sua testa.
(...) Khalid condusse Fouda in un appartamento quasi vuoto.
(...) «Non ci hai ancora riconosciuti?», fu la battuta di Khalid, mentre Ramzi stringeva saldamente la mano di Fouda. «Ti ricorderai sicuramente di noi quando i segugi dell'intelligence verranno a bussare alla tua porta!», disse Ramzi con un sogghigno mezzo beffardo.
(...) «Si dice che siete terroristi». Fouda rimase sorpreso di sé stesso per essersi lasciato immediatamente sfuggire una frase del genere, quando ancora non aveva preso posto sul pavimento tra loro.
(...) «Se per terrorismo si intende gettare terrore fin dentro il cuore del tuo nemico e del nemico di Allah, allora ringraziamo Lui, il Misericordioso, il Compassionevole, per averci permesso di essere terroristi» (...) «E' scritto nel Corano, fratello Yosri»
(...) Fouda aveva finalmente superato lo shock iniziale dell'arrivo nell'appartamento del primo incontro con i due uomini (Khalid e Ramzi).
(...) Kalid era di nuovo alle prese con gli sms del suo telefonino cellulare. Lì seduto in un angolo, era veloce come il vento a pigiare contemporaneamente i tasti di tre cellulari.
(...) Disturbato del fatto che il giornalista avesse portato con sé il proprio telefono cellulare - un potenziale nemico della sicurezza - Khalid glielo strappò di mano, lo spense e tolse persino la batteria e la SIM card, portando i pezzi nella stanza più distante.
(...) Se Khalid era uomo d'azione, Ramzi era uomo di Allah
(...) Verso le 22, Fouda (reporter) aveva rotto il ghiaccio, ma era ancora in cerca del modo più giusto per arrivare al sodo.
(...) l'ultima parola spettava sempre a Khalid. Quando le cose si facevano serie, era lui a tenere banco.
(...) Fece appello a tutta la sua esperienza (il reporter), fissò Khalid negli occhi e azzardò: «Sei stato tu a farlo?». Khalid, però, non battè ciglio. «Oggi niente riprese», dichiarò, «e non devi neanche preoccuparti della telecamera e dell'operatore per domani. Penseremo a tutto noi».
Ramzi tenne ad aggiungere solo un piccolo dettaglio: «Quando avremo finito, verrai accompagnato direttamente in aereoporto per il tuo volo».
Poi, senza ulteriori indugi, Khalid si mise al lavoro, facendo un annuncio che colpì Fouda (il reporter) come il diretto di un peso massimo. «Io sono il capo del comitato militare di Al-Qaeda», disse, «e Ramzi è il coordinatore delle operazioni del Martedì Santo (11 settembre 2001). E sì, è tutta opera nostra».
Etc.
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Piccolo Curriculum Vitae di Khalid Shaikh Mohammed
1) Nato in Kwait
2) figlio di un imam
3) fratello di Zahid (esponente in vista all'interno della rete di Al-Qaeda)
4) fratello di Abid ucciso nel conflitto contro l'Unione Sovietica
5) zio di Ramzi Yousef (o Youssef), assieme a Khalid responsabile attentato Word Trade Center 1993.
6) forte desiderio di partecipare alla jihad islamica. molto vicino agli islamici egiziani, era uno dei finanziatori.
7) profondamente religioso
8) si fece le ossa in Afghanistan contro l'Unione Sovietica
9) nel 1984 si iscrive a un corso biennale presso il Baptist Howan College di Murfreesboro in North Carolina
10) dopo sei mesi si trasferisce all'Agricoltural and Technical University di Greensboro (North Carolina) dove si laurea in ingegneria meccanica nell'86 (programma di studio: nozioni basilari sui motori jet, sulla propulsione e sulle reazioni chimiche, la combustione..)
11) dopo la laurea si reca a Peshawar, Nord Pakistan, dove diviene segretario di uno dei più spietati e inflessibili generalissimi afghani
12) si dedica completamente alla jihad e all'addestramento
13) nel 93 ordina l'attentato al World Trade Center
14) entra in contatto con gli emissari di ricchi cittadini arabi residenti nei paesi del Golfo Persico, pronti a sostenere un attacco ai danni dell'America
15) il primo obiettivo dell'attentato di Khalid del '93 al Wtc era quello di utilizzare materiale radioattivo da far disperdere con l'esplosione, ma non riuscirono a reperire il materiale. Scopo dell'attentato realizzato era quello di far esplodere l'ordigno sotto una delle due torri in modo da farla inclinare e crollare contro la seconda. L'ordigno causò ingenti danni strutturali (mancava l'azione continua del fuoco, una massa importante per l'impatto e sicuramente le fondamenta sono molto più solide che non i piani alti visto che devono sorreggere l'intero edificio)
16) Tutta la sua famiglia contribuiva al business terroristico
17) Nel '94 si reca nelle Filippine ed entra sempre di più in Al-Qaeda, deciso a farsi un nome. Voleva raggiungere i livelli più alti del comitato militare di Al-Qaeda (ne diventerà il capo)
18) Noto per l'abitudine al travestimento, le autorità filippine riportano una lista di circa una trentina di nomi falsi e pseudonimi da lui utilizzati. Diversi i passaporti.
19) Nel '95 (o 6) partecipa al tentato omicidio del primo ministro pakistano Benazir Bhutto con un autobomba, ma un detonatore esplode prima del previsto. Procura lui stesso le armi.
20) Nel '94 realizza altri 2 attentati, uno nelle Filippine e uno su un volo delle Filippine (PAL). Dopo l'attentato si concede un corso di immersione di una settimana. Andava nei nightclub.
21) Per impressionare una dentista affittò un elicottero e sorvolò la clinica odontoiatrica parlandole contemporaneamente al telefono cellulare. Era quindi in grado di pilotare un velivolo.
22) Vero e proprio vulcano di idee. Inizia ad ideare un incredibile documento strategico chiamato Oplan Bojinka, che prevedeva il progetto per uccidere Giovanni Paolo II, Bill Clinton, Fidel Ramos (presidente delle Filippine) e altri, con ordigni esplosivi a deflagrazione telecomandata e tiratori scelti. Prevedeva il progetto per colpire l'ambasciata statunitense, International School, varie chiese cattoliche e strutture governative, con ordigni esplosivi a deflagrazione telecomandata. Scopo primario del piano: far esplodere simultaneamente undici aerei in volo sul Pacifico. Il piano alternativo a questo ultimo era quello che prevedeva aerei lanciati contro il WTC, la Casa Bianca, il Pentagono, la torre John Hancock a Boston, la Sears Towers di Chicago e la Transamerica Tower di S. Francisco. (questo, lo si viene a scoprire nel 2002 grazie ad analisti dell'intelligence filippina)
23) Scottato dall'insuccesso del '93, era ben deciso a tornare a New York e a dare il colpo di grazia alle torri.
24) Insegnava a miscelare esplosivi.
25) Si sposta poi nell'aera del Golfo Persico. Ricercato per l'attentato al Wtc del '93, scappa dopo una concessa estradizione del governo del Qatar a quello americano. Scappa anche in Repubblica Ceca.
26) Nel '96 si trova in viaggio verso il Sud America. Anche lì sfugge alla cattura dei servizi di sicurezza.
27) Dai primi mesi del '97 non vi fu azione di Al-Qaeda alla quale non prese parte anche Khalid. Aveva voglia di colpire ancora le Torri Gemelle, e il Papa. Erano idee fisse.
28) Nel '98 viene nominato responsabile del comitato militare di Al-Qaeda, diventando tenente con anni e anni di esperienza alle spalle.
29) Nel '99 il pontefice doveva andare a Manila (Filippine), e Khalid preparò l'attentato che prevedeva l'esplosione di una serie di bombe durante la messa, ma che fallì in quanto il Papa rimase a Roma per motivi di salute.
30) Assieme ai lavori di organizzazione dell'attacco alle torri, iniziati nel '99, portò avanti anche altri progetti.
31) Pose le basi per la costruzione di una vasta rete regionale (di Al-Qaeda) nell'Estremo Oriente.
32) Costruì alleanze con la Jemaah Islamiah, il gruppo Abu Sayaf, ll Fronte mordo di liberazione islamica delle Filippine, il Gruppo di Mohammed Jamal Khalifa (uno dei cognati di Bin Laden) etc etc etc. Alla vigilia di Natale 2000, 20 bombe esplosero contemporaneamente in dieci città indonesiane. Sei giorni dopo, altre 5 nella metro di Manila.
33) All'inizio del 2001 tenta di organizzare una serie di attentati contro ambasciate di Israele e Stati Uniti nelle Filippine, provvedendo personalmente ai fondi necessari alla realizzazione.
34) In seguito all'11 settembre, diventa più attivo che mai.
35) Nel marzo 2002 prende il posto di Abu Zubaydah, responsabile delle operazioni di Al-Qaeda arrestato in Pakistan.
36) Firma l'attentato alla sinagoga di Djerba in Tunisia nell'aprile 2002.
37) L'Esercito Islamico per la liberazione, facente capo ad Al-Qaeda, era una creazione personale di Khalid.
38) Intratteneva rapporti di amicizia con l'estabilishment pakistano (presidente della Repubblica, generale Zia, Primo Ministro Nawaz Sharif)
39) Nel '95 soggiorna nel campo di Khost in Afghanistan assieme a Ramzi Youssef (sono sempre assieme) e a Abu Khabab, responsabile di Al-Qaeda per la produzione di armi chimiche
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«- Il quarto obiettivo dei cospiratori era il Capitol Hill e non la Casa Bianca...
- Il piano originale prevedeva di dirottare gli aerei contro alcuni impianti nucleari...
- La decisione fu presa dal comitato militare di al Qaeda all'inizio del 1999... — Atta... fu convocato a un consiglio di guerra con i dirottatori principali durante l'estate del 1999...
- Furono inviate in America non meno di quattro unità di perlustrazione prima che Atta e gli aspiranti piloti-dirottatori attraversassero l'Atlantico...
- Atta comunicava con Binalshibh in tedesco via internet. Si faceva passare per uno studente in America che chattava con la sua fidanzata "Jenny" in Germania.
- Si riferivano agli obiettivi usando nomi di facoltà universitarie: le torri gemelle erano la "Facoltà di urbanistica", il Capitol Hill era la "Facoltà di giurisprudenza" e il Pentagono era 1'"Accademia delle belle arti".
- Gli esecutori materiali dei dirottamenti furono reclutati tra i componenti del "dipartimento dei martiri" di al Qaeda...
- Binalshibh desiderava essere il ventesimo dirottatore ma gli venne negato il visto d'entrata negli Stati Uniti...
- Mentre si trova in latitanza, Binalshibh ha ancora in suo possesso una valigetta piena di carte con i progetti degli attentati...
- Le interviste contengono la prima completa ammissione di responsabilità da parte di alcune figure di rilievo della rete di al Qaeda di bin Laden, per gli attacchi terroristici...»
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«Nel nome di Allah, il Benefico, il Misericordioso.
Nobile fratello/Yosri Fouda (capo reporter Al Jazeera, ndA),
Ar-Salaam-u-Alaikom...
Considerata l'importanza del lavoro che ti accingi a svolgere e del messaggio mediatico che rivolgerai sia al popolo arabo che a quello musulmano, è dovere di colui che lavora in un campo che ha il potere di influenzare l'opinione pubblica di mostrarsi fedele ad Allah nello svolgimento del proprio lavoro.
Costui dovrà tendere, come proprio scopo finale, a soddisfare Allah l'Onnipotente e non gli esseri umani. Non dovrà aspirare al beneficio materiale o alla fama, ma considerare come ricompensa il favore di Allah l'Onnipotente. È di fondamentale importanza che il tuo punto di vista nel programma scaturisca da una considerazione oggettiva degli eventi storici, della realtà fatta di ingiustizie e pregiudizi ai quali sono sottoposti attualmente i musulmani. [Dovrai] collocare gli avvenimenti dell'11 settembre e le conseguenze di questa Crociata contro i musulmani nel contesto storico e religioso del conflitto tra musulmani e cristiani, e soprattutto della lotta per la sopravvivenza sostenuta dai nostri fratelli musulmani in Palestina. Questo legame [tra passato e presente] è di capitale importanza per dipingere un quadro completo nella mente dei telespettatori. La tua è prima di tutto una responsabilità storica, poiché, contrariamente a quanto è stato sinora sostenuto dai mass media, la guerra in corso non è combattuta tra l'America e l'organizzazione di al Qaeda, ma si tratta, in realtà, di una Crociata contro l'Isiam e i musulmani, e le prove sono infinite. Tu stesso sei un uomo dotato di esperienza e conosci bene tali questioni.
Ti prego, perdonami per questa mia lunga rna importante introduzione che comunque dovevamo mettere in chiaro, e possa Allah, attraverso il tuo lavoro, rendere un immenso servigio ai musulmani.
Riporto solo alcune osservazioni:
- In caso ti vengano fatte domande sulle persone che hai incontrato, è importante che tu non riveli dettagli sul loro aspetto o sui cambiamenti che hanno avuto. Dovrai solo rifarti ai filmati.
- Ti raccomandiamo di intervistare Abdullah al Nafeesi3 e Abdul Bari Atwan.
- Tra breve al Sahab produrrà un nuovo reportage di cui potremo farti avere una copia in anteprima non appena ne avremo terminato la lavorazione, oltre ad alcuni spezzoni salienti delle dichiarazioni dello sceicco Osama e dì altri vertici della leadership.
- Il giuramento dello sceìcco Osama sarebbe importante per il tuo programma e credo sia opportuno che tu lo includa.
- Esistono alcuni canti [islamici], come ad esempio i video Carovane dei Martiri I, II e III. Puoi procurartene una copia in qualsiasi libreria islamica.
- Ricorda che le letture del Glorioso Corano e delle nobili Hadith non dovranno assolutamente avere un accompagnamento musicale.
Che Allah possa ricompensarti.»
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«Noi mujaheddin siamo stati sottoposti recentemente a notevoli pressioni. Sebbene la nostra sia una lotta nel nome di Allah, non riceviamo sufficiente sostegno nel momento cruciale della nostra jihad. Chiediamo pertanto un milione di dollari americani come donazione per sostenere i nostri fratelli nello svolgimento del loro lavoro nel nome di Allah. Non è una somma di denaro esagerata visto che ci sono dieci di noi in attesa e i mass media possono sicuramente permetterselo.»
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«Il denaro dovrà essere fornito in contanti e messo poi in una valigetta Samsonite chiusa a combinazione. La valigetta dovrà essere consegnata in seguito al fratello... che lavora presso la farmacia... che si trova a... Questo fratello non è a conoscenza dei fatti, ma noi ci fidiamo di lui. Segue il numero di cellulare da chiamare per comunicare la combinazione. Resterà attivo solo per i prossimi due giorni.»
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«I nastri resteranno in nostro possesso sino a quando non recupereremo la valigetta. Solo allora comunicheremo modi e tempi per la loro consegna. Desideriamo mettere in chiaro che non tollereremo alcun sotterfugio e che siamo in grado di far pagare caro qualsiasi tradimento.»
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www.jihad.net, 21 settembre 2002, (seguito intervista Fouda a Khalid SM e a Ramzi B, ndA)
«In nome di Allah, il Benefico, il Misericordioso
(chiarimento da parte dell'ufficio per le relazioni con i mass media di Al-Qaeda)
In merito ai collegamenti tra la rete televisiva Al Jazeera e il signor Yosri Fouda e gli avvenimenti di Karachi (luogo degli incontri, ndA)
Gloria ad Allah, Signore di tutti i Mondi, e pace al più onorabile tra tutti i suoi messaggeri, il Nostro Signore Maometto, a tutto il suo casato e a tutti i suoi compagni. L'Onnipootente ha detto: «O credenti, se un malvagio vi reca una notizia, verificatela, affinché non portiate, per disinformazione, pregiudizio alcuno e abbiate poi a pentirvi di quel che avrete fatto» (Il Corano, sura XLIX: Le Stanze Intime, v.6). Perché finalmente sia fatta chiarezza sulla verità e perché si possa mettere fine alle speculazioni e alle voci circolanti.
(...)
Per finire, desideriamo confermare che, nel mettere in onda programmi, analisi e interviste riguardanti Al-Qaeda, la rete televisiva Al Jazeera ha esclusivamente riportato opinioni e contro-opinioni in un momento in cui il resto del servizio mediatico presenta un solo e unico punto di vista, quello imposto dal potere americano.
Organizzazione di Al-Qaeda
(Ufficio per le relazioni con i mass media)
sabato 14 Rajab 14:3 - 21 settembre 2002»
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> Seconda parte > (Preparazione dell'11 settembre 2-2)



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