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14/06/2007
La voce di Al-Qaeda: comunicati, testamenti, lettere, fatwa 1-3

 


Comunicato di Rifai' Taha a proposito dell'attentato contro lo Uss Cole.

La perseveranza e la volontà possono far superare tutti gli ostacoli, anche se si ha a che fare con una potenza come quella degli Stati Uniti d'America, in un confronto nel quale un uomo disarmato può affrontare una nave da guerra della taglia del Cole, con una manciata di sale e delle viti.

Il Cole non è stato colpito da un missile intercontinentale o da un sottomarino nucleare, e neanche da una nave militare. Tutta l'operazione non è costata più di cinque o diecimila dollari, quando gli Stati Uniti spendono centinaia di milioni di dollari per i sistemi di protezione. Senza parlare del colpo inferto all'immagine della potenza militare americana, dei suoi arma­menti e delle sue navi militari che sono sembrate giocattoli per bambini. La lezione non è teorica, è pratica. Essa ha obbligato gli Stati Uniti, la più grande potenza militare, a ritirare le sue navi da guerra, di notte e attraverso rotte ignote. L'attacco al Cole li ha costretti ad intensificare il livello di allerta in seno alle loro forze navali presenti nel Golfo e a vietare il transito delle proprie navi nel Canale di Suez.

La barca che è entrata nella fiancata del Cole, provocando un'enorme falla, ha distrutto contemporaneamente una serie di concetti ripetuti in continuazione: equilibrio di forze, circostan­ze inadeguate, pragmatismo.

La macchina mediatica occidentale e i circuiti dell'Occidente nel mondo islamico, come i dirigenti e coloro che hanno legato i loro interessi economici e finanziari a quelli degli Stati Uniti, hanno cercato di ficcare nella nostra testa, e nell'animo delle generazioni future, un fatto ineluttabile, vale a dire l'impossibi­lità di bloccare la potenza militare americana. Lo stesso vale per l'entità sionista che ha occupato tutta la Palestina, sbarazzan­dosi di tutti i dirigenti arabi.

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Comunicato di Osama bin Laden alle armate di al-Qaeda, datato 2 maggio 2001.

Questo testo inizia con il tradizionale «In nome di Dio», segui­to da diverse sura che menzionano la guerra e la conquista.
Dal terzo paragrafo:

Fratelli, membri di al-Qaeda, vi porto la buona notizia che il momento è opportuno per realizzare un'idea che aveva preso corpo nella terra dello Yemen, ma che si è potuta mettere in

pratica soltanto in terra di Afghanistan. L'idea è di formare un'armata musulmana pura affinchè non combattiate sotto una bandiera ambigua. Infatti, sono ormai quasi dieci anni che assieme ad altri fratelli, abbiamo dato vita all'idea di formare un'armata di diecimila soldati che si preparerà per la lotta con­tro gli infedeli e che sarà pronta, una volta giunto il momento, ad attraversare la frontiera e liberare il «paese dei due luoghi santi» [l'Arabia Saudita]. Le circostanze ci hanno costretto a rimandare l'esecuzione del progetto. Ma finalmente è arrivato il momento giusto. Avendo radunato le risorse e gli uomini necessari, io vi annuncio, dunque, la creazione dell'armata islamica di al-Qaeda. Nomino il fratello Saif al-Adel al-Mada-ni come capo dell'armata, per le sue riconosciute qualità mili­tari ed il suo onorevole passato di combattente del jihad e nomino Abu Hafs al-Masri il suo primo vice.

Sappiate che molto presto gli infedeli subiranno un colpo durissimo nel loro territorio e che, in quel momento, gli infede­li si ricorderanno la sura che recita: «Sono solo una piccola banda, ma ci preoccupano e ci rendono la vita difficile».

Oh soldati dell'Islam,

presto il nemico verrà a mettervi alla prova, per vendicarsi dei disastri che ha subito. Presto gli infedeli saranno nel mirino dei vostri fucili e alla portata delle vostre spade. Siate allora pronti per difendere la bandiera dell'Islam.

Soldati di al-Qaeda,

oggi mi vengono in mente le parole del califfo Ornar quando sentì il Profeta dire: «Darò questa bandiera a un uomo che vuole bene a Dio e al suo Profeta ed è a lui che Dio darà la con­quista». E Ornar disse: «Mai come oggi, ho desiderato tanto diventare il comandante».

Firmato: Vostro fratello dell'Islam

Osama bin Mohamed bin Laden.

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Lettera dello sceicco Abdullah al-Muslim, indirizzata a George Bush, «il primo degli americani» [senza data].

Tu uccidi i bambini, gli anziani e le donne. Rendi orfani i bambini e vedove le donne. Distruggi le case sulle teste dei loro abitanti, le moschee sulla testa dei credenti e gli ospedali sulla testa dei malati.

Hai cacciato decine di migliaia di anziani, di bambini e di donne dalle loro città e paesi.

Hai fatto tutto questo ingiustamente, sei il primo a saperlo e dici alla gente, ai media, che non sei nemico dell'Islam. Pensi che qualcuno possa crederti?

[...] Tu, il primo degli americani. Noi, i musulmani di tutto il mondo, sotto ogni ciclo, dobbiamo sconfiggerti, Allah ce lo ha ordinato e ci ha promesso la vittoria.
Tu, il più grande degli americani, hai dichiarato la guerra all'Islam, hai versato il sangue dei bambini, degli anziani, delle donne e hai terrorizzato gente pacifica cacciandola ingiusta­mente dai loro paesi. Speriamo che con queste malefatte tu abbia risvegliato lo spirito del jihad nella nostra umma, per mettere fine ad un'ingiustizia e una tirannia che sono durate fin troppo. Crediamo che tu abbia aperto, davanti al tuo popolo, la porta della distruzione che non si richiuderà, una guerra che durerà finché Allah non giudicherà, ed egli è il migliore dei giudici.

Sappi che Allah ci ha autorizzati a trattarvi nello stesso modo in cui voi trattate noi, dicendo: «Colui che vi aggredisce, aggre­ditelo così come egli vi ha aggredito; abbiate paura di Allah e sappiate che sta con coloro che lo temono». Dunque ci è per­messo di versare il sangue dei vostri anziani, delle vostre donne e bambini, così come voi avete fatto con gli anziani, le donne e i bambini musulmani in Afghanistan e in Palestina. Ci è consen­tito distruggere i vostri paesi e darvi la caccia, come avete fatto in Afghanistan e in Palestina, e niente potrà impedircelo. Con la nostra fede e la nostra fiducia in Dio, che ci faranno vincere, niente potrà aiutarvi, né la forza delle vostre armate né il nume­ro di soldati. Non potete sconfiggerci né con la forza né con il numero, potreste farlo solo se ci sottomettessimo a voi, ma siamo convinti che la gente di fede della nostra umma non si sot­tometterà. Allah ci ha avvisato.

Tu, il più grande degli americani, hai messo il tuo popolo e te stesso in una difficile situazione dichiarando guerra all'Islam; ne uscirai indenne soltanto adottando la soluzione voluta dall'Islam. E questa soluzione consiste in due cose:

A. Abbracciare l'Islam e rispondere all'appello di Allah che è il nostro Dio e anche il vostro, il vittorioso che sta sopra di noi e di voi.

B. La coabitazione secondo le regole dell'Islam che consiste:

1. Nel ritirare tutte le vostre forze dal territorio musulmano.

2. Nell'interrompere ogni sostegno all'entità sionista che occu­pa la Palestina e andarvene, affinchè sia Allah a decidere tra noi, ed egli è il migliore dei giudici.

3. Nel non fare più pressioni politiche ed economiche contro i paesi musulmani.

4. Nel cessare qualsiasi tipo di attacco e di disinformazione mediatica contro la religione musulmana.

5. Nel non impedire ai musulmani di trasmettere il loro mes­saggio a chiunque.
Quando farai ciò, fra di noi diverrà possibile la coabitazione pacifica, come ha detto Allah: «Se essi sono per la pace, fate come loro e abbiate fiducia in Allah».

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((( Testamento di Osama bin Laden ))),
trovato in Afghanistan e trasferito su
supporto magnetico dal kuwaitiano Abu Gaith. Questo docu­mento, datato 14 dicembre 2001, era stato diffuso in Europa fra i gruppi islamici vicini ad al-Qaeda.

Testamento di un povero, Osama bin Laden, al suo Dio.

Prima pagina: versetti del Corano.

La nostra umma è arrivata alla situazione attuale perché ha amato i piaceri della vita e si è allontanata dal libro di Dio, che è la sola salvezza. Gli ebrei e i nazareni [i cristiani] hanno fatto balenare davanti ai nostri occhi i piaceri della vita e ci hanno invaso con i loro valori materialistici, prima ancora di invaderci con le loro armate e noi, come fossimo femmine, restiamo iner­ti, poiché l'amore del morire per Allah ha abbandonato i nostri cuori, che si sono riempiti dell'amore per la vita. Quello che suc­cede alla umma è una maledizione di Dio. Quello che ha fatto male a me e ai miei fratelli, è stato vedere la nostra umma che guardava l'America, la testa dell'ateismo, mentre faceva soffri­re i diseredati, gli uomini, le donne, i bambini, come se stesse guardando un film divertente. Il male maggiore è dimenticare l'obbligo del jihad e avere paura di morire.

Le cose si sono capovolte: i crociati [i cristiani] paurosi e gli ebrei [umiliati] resistevano nei loro combattimenti contro di noi mentre i nostri soldati capitolavano e si arrendevano come delle femmine. Così è stato anche per i talebani: solo pochi di loro hanno resistito, gli altri sono fuggiti prima di affrontare il nemi­co, abbandonando il jihad, che è obbligatorio per tutti, tranne che per il cieco, lo zoppo e il malato. Ieri la umma non ha sostenuto la vecchia casa [la Kaaba], quando i dirigenti dei regni di Hijaz e Nejed [Arabia Saudita] hanno manifestato la compiacenza per gli ebrei e i cristiani. Oggi la umma non ci ha aiutato e [non ha] aiu­tato [nemmeno] il primo governo islamico in Afghanistan, dimo­strando compiacimento verso gli agenti dell'Alleanza del Nord e del Pakistan. Alcuni dirigenti musulmani hanno mobilitato i loro servizi segreti per l'America, l'Inghilterra e l'Occidente ateo; la umma ha abolito le leggi fondamentali decretate dai talebani [abolendo l'hidjab (il velo) e la barba]. Il nostro problema è che gli Ulema della umma hanno dimenticato i loro doveri: mobilita­re la umma per il jihad [guerra santa], . Peggio ancora, hanno esortato ad abban­donare i mujahidin, preferendo rassicurare i dirigenti americani e inglesi, anziché ottenere la benedizione di Dio. Il criminale Bush cita le parole dello sceicco di al-Azhar [la grande università musulmana del Cairo] usandole contro i mujahidin. Ma è possi­bile pregare avendo alle spalle gente di questo tipo, degli Ulema-agenti? Addirittura alcuni Ulema sono intervenuti per impedire la distruzione delle statue dei Budda [di Bamiyan]. Il pretesto dello sceicco Youssef el-Kharzaoui e dei suoi compagni era soddisfare gli ebrei, i cristiani e l'opinione pubblica. Hanno dimenticato quello che Dio ha detto: i cristiani e gli ebrei non saranno mai soddisfatti di voi, a meno che non siate dalla loro parte. El-Khar­zaoui non si è accontentato di difendere gli idoli; ha decretato una fatwa, come richiesto dagli americani, per condannare i mujahi­din che hanno distrutto l'America.

Combattere l'America, distruggere il Pentagono e il World Trade Center che è portatore di corruzione.

Questi Ulema hanno tradito il loro dovere di servire la umma [...] e si sono alleati con i loro nemici. Si sono opposti all'elite dei mujahidin che ha inflitto all'America la prima disfatta della sua storia. New York e Washington costituiscono il terzo bersa­glio. Il primo è stato raggiunto con l'attentato contro i marines nel Libano. Il secondo con l'attentato contro l'ambasciata di Nairobi, punto di partenza dell'invasione americana della Soma­lia, che ha provocato 31.000 morti sotto il vessillo dell'ONU. Quello che è accaduto a New York e a Washington provocherà la scomparsa dell'America e dell'Occidente atei, anche se dovessero passare decine di anni. Un appello alla gioventù della umma: cercate la morte, avrete la vita! Ascoltate la minoranza degli Ulema della nazione, ostili agli Ulema-agenti e agli infe­deli alleati con i nemici della umma.

La politica estera di questi dirigenti assomiglia, nell'alleanza con gli ebrei e i cristiani, alla loro politica interna, per l'ateismo e l'ipocrisia. Si sono uniti all'ONU che i saggi, anche se non musulmani, come i nord-coreani, definiscono "rifugio" dei furbi: il ruolo dell'Onu è quello di dissimulare i crimini dell'A­merica nel mondo. Voi Ulema, siete in pochi, e io vi conosco per le vostre fatwa e i vostri comunicati.

Non farò il vostro nome affinchè i nemici di Allah non ne approfittino per nuocervi in questi giorni difficili. Siete in pochi, ma il bene è anch'esso poco diffuso ai giorni nostri.

Fronteggiate, come fanno i mujahidin, gli Ulema che si tirano indietro e che hanno patteggiato con i nemici della umma arric­chendosi con i doni degli atei. Hanno mangiato hâmran [il con­trario della macellazione hallal, dunque cibo impuro]. Le fatwa anti-mujahidin hanno la loro Borsa dove venderle o comprarle. Musulmani, i vostri dirigenti sono forti a causa della vostra debolezza, della vostra ignoranza. Siete invaghiti dal peccato, badate soltanto alle cose profane e non vi occupate più del­l'aldilà.

Tornate alla vostra religione, alla vostra virilità, manica di femminucce!

E voi, donne, non vi agghindate e non imitate le donne "facili" occidentali, né quelle che giocano a fare i maschi. Siate una scuo­la per formare uomini e mujahidin e salvaguardate il vostro onore [...]. Voi, le mie mogli [...], dopo Dio, mi avete sostenuto. E sin dall'inizio sapevate che il cammino era cosparso di spine e di mine. Avete trascurato la felicità delle vostre famiglie per una vita difficile, accanto a me. Avete accettato una vita ascetica e perseverate nello starmi accanto. Non pensate al matrimonio. Badate ai nostri figli. Sacrificatevi per loro.

E voi, figli miei, perdonatemi per non avervi dedicato molto del mio tempo da quando ho risposto alla chiamata del jihad. Ho portato sulle mie spalle le preoccupazioni dei musulmani e i loro problemi. Ho scelto un cammino cosparso di pericoli e ho avuto delle difficoltà: i tradimenti, le pugnalate alle spalle. Senza il tradimento, la situazione oggi sarebbe diversa e vi sarebbe un altro destino.

Vi consiglio di seguire Dio. Non lavorate per al-Qaeda o sul fronte come il califfo Ornar ben al-Kattab [il successore di Maometto] che ha consigliato a suo figlio di non succedergli.

Un consiglio per tutti i mujahidin valorosi: riprendete fiato e dimenticate, per un istante, di combattere gli ebrei e i nazareni; occupatevi di purificare il vostro sangue dalle spie, dai vigliac­chi, dagli Ulema del male che non partecipano al jihad e che mortificano la umma. Contate su Dio. Egli ama quelli che con­tano su di lui. Chiedetegli perdono. Pentitevi. Egli ci ha abban­donato a causa dei nostri peccati e delle nostre cattive azioni: questo ci ha portato alla disfatta.

La nostra sconfitta è una catastrofe, voluta da Dio.

Ringraziamo Allah nella gioia e nel dolore. Egli è onnipotente.

Vostro fratello,

Abu Abdallah Osama bin Laden

28 Ramadan 1422 [14 dicembre 2001].

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((( Testamento del mullah Ornar ))) [Intestazione in persiano]

Ufficio del Comandante dei credenti (mullah Omar). [Testo in arabo, ma le frasi non sono disposte con ordine]

Appello alla umma islamica mujahid.

Tutto il mondo è a conoscenza di quello che fanno gli invaso­ri americani nel nostro paese (uccidono, portano sofferenza e umiliazione) utilizzando i mezzi*più crudeli; dopo essere entra­ti nel nostro paese, calpestano anche i cadaveri.

Gli americani utilizzano le stesse armi di distruzione di massa che vietano agli altri paesi.

L'america vuole invadere paesi pacifici perché questi possie­dono alcune di quelle armi. Cosa ha fatto di buono l'America per l'Afghanistan? Ha forse debellato la povertà? Cosa ha fatto l'America per il mondo, invadendo l'Afghanistan? Ha forse portato la sicurezza pretendendo di combattere il terrorismo?

[...] Non sarebbe meglio che l'America mettesse fine al terro­rismo ebraico di Israele in Palestina?

Non sarebbe meglio che l'America combattesse il terrorismo indiano perpetrato contro i musulmani in India e nel Kashmir?

L'America vuole soltanto combattere l'Isiam ed eliminare tutti quelli che applicano la sharia.

Per l'America e per gli ebrei, il più grande pericolo sono l'I­sam e i suoi sostenitori.

Ma siccome l'America non può ammettere di voler combatte­re l'Isiam, allora afferma di voler combattere il terrorismo. L'A­merica vuole dominare il mondo ed appropriarsi delle ricchez­ze dei popoli deboli. Ma se l'America crede che quello che ha fatto all'emirato islamico dell'Afghanistan e al popolo afghano gli permetterà di raggiungere i suoi obiettivi, si sbaglia. Piutto­sto rifletta sulla storia dei tiranni e di come Dio li abbia sempre distrutti. L'America pensa di aver vinto la sua guerra contro i musulmani, ma noi musulmani sappiamo che il tempo passa e che la guerra continua. L'America e gli ebrei sono giunti al ter­mine del loro dominio tirannico.

L'America non ha i mezzi per mantenere le sue promesse. L'A­merica pensa di poter fare tutto ciò che vuole ed eliminare tutti i musulmani con la sua forza, le sue armi, i suoi missili. Ma noi abbiamo un'arma che l'America non ha: la fede. [...] Il popolo afghano è un popolo musulmano, mujahidin, paziente, esperto: non accetterà l'occupazione degli infedeli. Non rimarrà inerte. Combatterà l'America e coloro che l'America si è trascinata die­tro. Il popolo afghano ha bisogno dell'aiuto di ogni musulmano. Oh Dio, aiutaci a vincere contro gli Infedeli e i loro alleati.


Il mujahid Mohamed Ornar Mullah.

16 Moharam 1423 [30 marzo 2002].

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Testo che spiega come piazzare gli agenti dormienti ed elen­ca i bersagli in Occidente cui mirare in via prioritaria.

Si legge che l'agente dormiente deve essere giovane, deve avere dieci anni di meno dell'età richiesta per iniziare il vero jihad, affinchè i servizi d'informazione del paese dove egli deve stabilirsi non mitrano alcun sospetto sul suo conto. È preferibile, inoltre, che l'agente dormiente sia originario del luogo. La cellu­la alla quale appartiene non deve essere composta da più di sette persone: nessuna di queste deve conoscere l'altro. L'unico a conoscerli tutti è il comandante della cellula, il quale, fra l'altro, sceglie i bersagli.

Vi sono diverse tipologie di bersagli. Quelli simbolici sono di gran­de impatto, ma non prevedono grandi perdite umane. È il caso della Statua della Libertà a New York, della Torre Eiffel a Parigi, del Big Ben a Londra dei musei e dei siti storici che hanno grande valore agli occhi della popolazione.

Altro bersaglio sono invece le torri, i grattacieli con una grande concentrazione di persone. Vengono citati inoltre obiettivi quali le centrali nucleari e gli stadi.


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Documento chr spiega come elogiare Allah e come divulgare l'islamismo tramite Internet (cyberterrorismo).

La prima cosa da fare, è aprire un sito islamico per tessere le lodi di Allah.

È il modo migliore, nonché il più utile, e la sua importanza è dimostrata dal nostro sito, che è il sito poliglotta della "Sunna islamica".

Un sito islamico è un mezzo importantissimo in quanto è come una gran biblioteca ricca di informazioni sull'Islam, disponibile gratuitamente per milioni di persone di lingue diverse; può essere consultato da qualunque posto e in qualun­que momento. Basta che questi siti contengano 124.000 Hadith del Profeta, la traduzione del Corano in sette lingue, 4000 fatwa del Consiglio degli Ulema dell'Arabia Saudita, più di 900 regi­strazioni, fra cui quella degli Ulema, come lo sceicco Abd al-Aziz ibn Baz, che Dio abbia pietà della sua anima, dello sceic­co Ibn Otheimin e dell'imam al-Albani, che Dio abbia pietà della sua anima.

II documento riporta poi alcuni esempi delle lettere inviate a questo sito islamico [la lettera è riprodotta alla terza pagina del documento].

Vengono anche spiegate le modalità per dialogare con gli altri attraverso Internet con «programmi come mirc e icq».

II sito viene definito un «mezzo interessante per far conosce­re alla gente le questioni relative alla loro religione o per sape­re come entrare a far parte della comunità islamica».

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Dopo l'11 settembre 2001, i servizi anti-droga hanno rilevato un arrivo mas­siccio di eroina sui mercati europei:
i talebani avevano bisogno di soldi e sven­devano le loro scorte. Questi arrivi coincidevano con movimenti alla frontiera con l'Uzbekistan, individuati dal Centro nazionale di controllo delle droghe uzbeko. Anche se i talebani avevano ufficialmente vietato la coltivazione del papavero da oppio, perlomeno ammettevano ufficiosamente che l'oppio era un'arma accettabile per lottare contro gli infedeli.

Aribandus @ alle 14:15 del 14/06/2007

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categorie: 11 settembre, al-qaeda, complottismo


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